14 Aprile 2008

Benzina e gasolio alle stelle Calo dei consumi in Toscana

Benzina e gasolio alle stelle Calo dei consumi in Toscana

Prezzi alti anche per i troppi distributori risaliti a 1.608

FIRENZE IL CARO petrolio colpisce duro anche in Toscana. I distributori di carburante sono 1608, con una notevole varietà di prezzi praticati. La benzina verde infatti oscillava, nel giorno che abbiamo preso a campione, tra gli 1,285 euro/litro delle pompe dell`ipermercato di Gallicano (Lucca) ad oltre 1,400 euro/litro degli impianti più costosi in autostrada. Oscillazioni analoghe anche per il gasolio. UNO DEI problemi principali nella regione sembra essere proprio l`elevato numero di impianti. Sì perché, contrariamente alle normali leggi della concorrenza, questo non significa prezzi più bassi alla pompa. Costrette a costi maggiori per personale e logistica dei rifornimenti, le compagnie riescono poco a competere. Negli anni Ottanta e Novanta una drastica razionalizzazione della rete aveva portato gli impianti toscani dai 2770 del 1980 ai 1585 del 2003 (dati Osservatorio regionale commercio Toscana). Poi questa politica si è interrotta e oggi gli impianti passano di nuovo quota 1600. Giusto per fare qualche esempio le pompe sono ben 336 nella Provincia di Firenze e 203 in quella di Prato (dati 2006 forniti dall`Osservatorio nazionale del Commercio). I gestori poi bollano come concorrenza sleale quella degli impianti discount collegati ai centri commerciali che grazie alle maggiori entrate degli ipermercati lavorano in perdita. Per capire meglio qual è la situazione abbiamo parlato con Marino Milighetti, presidente per la Toscana della Federazione italiana gestori impianti stradali carburante (Figisc, associata a Confcommercio). Per prima cosa Milighetti vuole sgombrare il campo da un equivoco: “L`aumento dei prezzi ? dice ? non avvantaggia i gestori, che percepiscono una quota fissa di circa 35 centesimi al litro“. Dati i prezzi in salita costante, proprio le vendite (oltre due miliardi di litri l`anno in Toscana) sono il tasto dolente, con un calo medio del 4% negli ultimi mesi. Ma cosa hanno portato le liberalizzazioni annunciate dal ministro Bersani? “Ci sono state due ondate ? risponde Milighetti ? una nel 1998 e poi il decreto più recente, quello dell`anno passato. QUEST`ULTIMO provvedimento ? continua ? che prevedeva l`abolizione delle distanze tra gli impianti, è fermo da alcuni mesi e attendiamo di vedere come si muoverà il nuovo governo“. Il timore della Figisc è proprio che il decreto possa aggravare la proliferazione degli impianti. Come difendersi allora da prezzi sempre più proibitivi? Qualche settimana fa il Codacons ha presentato un elenco di pompe indipendenti dalle maggiori compagnie, in grado di praticare prezzi più bassi.

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