Benzina e carovita alle stelle, la gente ringrazia la sinistra
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fonte:
- La Padania
Il Governo Prodi, sostenuto dal Pd di Veltroni, non ha fatto nulla per bloccare i rincari. Il pieno ci costerà 500 euro in più all anno Igor Iezzi Ci avevano detto che avrebbero riportato il prezzo della benzina a livelli più accettabili, magari intervenendo sulle accise, gabelle sulle quali paghiamo anche l Iva. Anzi, qualcuno dei zelanti ministri aveva addirittura parlato di sterilizzazione, visto che più si alza il prezzo della benzina più paghiamo di Iva, più lo Stato incassa i nostri soldi. Invece, in questi due anni scarsi di governo la benzina ha superato ogni record. E vero che Palazzo Chigi c entra poco se il prezzo del petrolio continua a salire (ieri è tornato sopra i 102 euro a barile). Ma è altrettanto vero che per il meccanismo detto prima Roma Ladrona ha continuato a intascare, sempre di più, soldi. I nostri soldi. Alla faccia delle liberalizzazioni del ministro Bersani, che dovevano miracolosamente diminuire i prezzi, aumentando i centri di distribuzione e i benzinai e creando concorrenza. Invece è stato tutto il contrario. Di fronte al disinteresse di questo esecutivo, il carovita è esploso, come l inflazione, a livelli mai raggiunti negli ultimi 11 anni. Mentre Prodi governava (per modo di dire) e Veltroni sosteneva, con il Partito Democratico, questo esecutivo, l inflazione reale, quella che riguarda i beni consumati quotidianamente, toccava cifre spaventose, oltre il 10% per il pane e per la pasta, il latte aumentava del 9%. In media i prezzi dei prodotti di largo consumo esplodevano del 5%. L ondata di rincari che si registra soprattutto nei prezzi dei carburanti avrà pesanti ripercussioni in tutti i settori che coinvolgono i consumatori. “Se gli aumenti alla pompa non rientreranno velocemente – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – si profila una maxi-stangata di circa 510 euro annui a famiglia. Con i listini a questi livelli ogni famiglia spenderà circa 150 euro annui in più solo per il pieno alla propria auto, a cui si aggiungono, sempre su base annua, 140 euro per il riscaldamento domestico, 80 euro per il gas, 40 euro per la luce, e 100 euro per rincari generalizzati nel settore alimentare“. “Cosa si aspetta per intervenire a tutela delle tasche degli automobilisti? – si domanda il Presidente Codacons – Se si vuole almeno limitare la stangata che si sta abbattendo sui cittadini italiani, è indispensabile tagliare subito le accise sulla benzina di almeno 5 centesimi di euro al litro, pubblicare sul sito del Ministero per lo sviluppo la lista dei distributori indipendenti e velocizzare la vendita di carburanti presso la grande distribuzione“. Già, le accise. Dopo oltre 70 anni ancora paghiamo 1,90 lire per la guerra in Abissinia ogni litro di benzina. E l elenco è lungo (non possono mancare ovviamente le dieci lire per il Belice…). Ogni 50 euro di benzina allo Stato finiscono 32,43 euro (24,11 di accise e 8,32 di iva). E pensare che un anno fa Bersani aveva assicurato: “In questi giorni si risolverà la questione, il Tesoro ci sta lavorando. Il messaggio che deve passare è che noi lavoriamo non per incrementare, ma per ridurre il costo dei carburanti. Poi bisognerà vigilare perché questo beneficio vada tutto a favore dei consumatori“. Qualche mese dopo il collega Visco attivò i suoi uffici. Dopo, più nulla, tranne i rincari.
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