Benzina e autostrade, copiamo dagli Usa
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fonte:
- Il Mattino
Egregio signor Lubrano, dopo oltre vent`anni trascorsi in America per lavoro, sono tornato in Italia per godermi, grazie a Dio, una buona pensione. Vivo in un piccolo centro della penisola sorrentina, dove ho acquistato una villetta con vista sul mare. Non posso lamentarmi, ecco, sono stato fortunato. Leggo tutti i giorni il Mattino e seguo con particolare interesse la sua pagina il mercoledì. Se le scrivo è perché, volendo riscoprire l`Italia che da giovane ho visitato poco, a 68 anni mi sono dato ai viaggi e viaggiando con la mia auto alla volta di una delle nostre tante città d`arte, ho notato – come dire – delle incongruenze che mi fanno rimpiangere l`America, la sua vita frenetica ma vivaddio organizzata, efficiente. Il costo del pedaggio autostradale, per esempio. Una incongruenza? Mi accorgo di aver sbagliato termine. Una enormità, uno scandalo. Con l`aggravante che le tariffe non sono mai stabili, spesso e volentieri aumentano. Di qualche centesimo, è vero, ma tendiamo sempre a dimenticare che i centesimi di un euro non sono trascurabili. L`ultima parte del mio soggiorno oltreoceano (cinque anni) l`ho trascorsa in Florida e devo dire che laggiù le tariffe delle innumerevoli e comode autostrade sono sempre le stesse dal 1993. I gestori, grazie a questa stabilità dei prezzi, hanno triplicato i loro introiti. Perché una cosa del genere non avviene in Italia? Basterebbe chiedere a quelli della Florida come fanno e noi potremmo imitarli, con soddisfazione sia del`azienda autostrade che di noi utenti. Altro esempio: il prezzo dei carburanti. Incongruenza? Anche qui il termine è improprio, devo parlare di scempio delle nostre tasche. Ho letto che il nuovo ministro dell`industria Pierluigi Bersani ha proposto di tagliare le tasse sulla benzina. Bene, ma allora perché non lo fa?
Vincent T. Neroli – SORRENTO
Il garbo col quale dice certe cose e la simpatia che trasmette la lettera mi fanno dimenticare, signor Vincent (e perché non Vincenzo, visto che è tornato italiano?) la fatica che ho fatto nel decifrare la sua grafia. Sia detto per inciso: ogni tanto mi giungono ancora lettere scritte a mano, alcune hanno segni eleganti e rotondi come un tempo, degni dei migliori calligrafi, altre invece diventano dei veri e propri rebus. Il cognome Neroli, per esempio. Io l`ho interpretato così ma potrebbe anche essere Neroli, Nerelli, Nerolai, chissà. Chiusa la parentesi. Partiamo dalla benzina. E dai cari centesimi dell`euro. Lei saprà certamente che sul prezzo del carburante il peso fiscale è stratosferico, il 60%. Le famose accise, un grumo di tasse. Dentro il mucchio figurano ancora i balzelli per la guerra d`Abissinia del `35 o per il disastro del Vajont del `63, fino a quello per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004. Ma forse non sa, come non lo sapevo nemmeno io fino a qualche tempo fa, che anche un solo centesimo di sconto ridurrebbe il gettito fiscale di 500 milioni di euro. Cinquecento milioni, capisce? Quando il Codacons, un`associazione di consumatori molto aggressiva, ha chiesto una riduzione di 20 centesimi di fronte all`ennesimo aumento del prezzo alla pompa, quelli del fisco si sono messi le mani nei capelli: è una pazzia, di colpo lo Stato perderebbe miliardi. I proponimenti del ministro Bersani sono lodevoli, è una persona seria ma evidentemente non sono ancora mature le condizioni per tagliare le accise debordanti. Dobbiamo vedere tuttavia se dopo il recentissimo calo del greggio, all`indomani della morte di Al Zarqawi, il capo dei terroristi in Iraq, il prezzo alla pompa subirà un qualche ridimensionamento. Ma temo che sperare nei petrolieri sia inutile. Le autostrade. Splendida storia quella della Florida, grazie per averla segnalata. Ma lei pensa che per esempio il signor Benetton, imprenditore di indubbie qualità, uno dei signori e padroni delle nostre autostrade, voglia adottare l`idea? In Italia tariffe ferme per 13 anni come laggiù? Lo escludo. In Italia le tariffe “si rimodulano“, è un vezzo, una moda. Tutte le tariffe, ben s`intende. Alla “incongruenza“ da lei rilevata, signor Vincent, io ne aggiungo un`altra, quella della pericolosa congestione di certe arterie. Mi riferisco in particolare alla Brescia-Milano. Pensi che la Confindustria di Brescia ha chiesto alla magistratura di intervenire per sequestrare quei 93 km di autostrada dove si cammina a 27 all`ora e dove si registrano 1300 incidenti l`anno. La Confindustria, mica un sindacato rosso o giallo! Ma penso anche alle continue interruzioni, deviazioni,ai drastici abbassamenti dei limiti di velocità che si incontrano sull`Autostrada del Sole. “Il primo pensiero delle società autostradali è di incassare i pedaggi in barba alla sicurezza degli automobilisti e al volume di traffico crescente“: lo ha dichiarato a Repubblica il sindacalista Michele Azzola della Filt-Cgil. Un`accusa grave. Non mi risulta che ci sia stata una qualche replica.
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