14 Marzo 2012

Benzina, due euro al litro a fine mese dall´inflazione altri 650 euro di rincari

Benzina, due euro al litro a fine mese dall´inflazione altri 650 euro di rincari

ROMA – La benzina continua ad abbattere record e punta al tetto psicologico dei 2 euro al litro già nei prossimi giorni, con l´inflazione che a febbraio resta ancorata a livelli elevati (+3,3% annuo) proprio per la spinta dei carburanti. A febbraio la verde è salita del 18,6% tendenziale e il gasolio addirittura del 25,5%. Le punte massime dei prezzi praticati toccano oggi gli 1,96 euro al litro per la benzina e superano gli 1,80 per il gasolio. Le medie nazionali sono invece a 1,854 per la verde e 1,767 per il diesel mentre anche gli impianti no-logo rimettono mano ai listini. La nuova raffica di rincari, segnalata da quotidianoenergia.it e Staffetta Quotidiana, è iniziata con il nuovo passo in avanti della principale compagnia sul mercato nazionale: Eni (al 13esimo aumento nel giro di 40 giorni), ha trascinato tutti gli altri marchi portando la forbice del prezzo medio praticato della benzina in modalità servito dall´1,843 euro al litro di Esso all´1,854 di Q8 con le no-logo a 1,778. Per il diesel si passa dall´1,761 di Eni e Ip all´1,767 di Tamoil con le pompe bianche che restano un gradino più in basso a 1,664. Il gpl si colloca da 0,856 euro al litro della Esso allo 0,869 di Total Erg con le no-logo a 0,817. Le conseguenze dei rincari alla pompa portano ad un inevitabile surriscaldamento dei prezzi: quelli dei prodotti acquistati con maggiore frequenza salgono infatti del 4,5% tendenziale. Un dato che secondo i consumatori del Codacons, «significa che una famiglia di tre persone spenderà, per andare al mercato a fare la spesa di tutti i giorni, 608 euro in più su base annua, mentre per una famiglia di quattro persone la stangata sarà di 657 euro all´anno». Ma il caro-carburanti vede, come sempre, un vincitore assoluto: secondo la Cgia di Mestre, «negli ultimi 4 anni l´Erario italiano ha incassato un extragettito di 4 miliardi di euro, a fronte della maggiore incidenza che hanno avuto sia l´Iva, sia le accise, sul prezzo alla pompa». Va poi considerato l´effetto domino degli aumenti al distributore che oltre a mettere sotto pressione i bilanci delle famiglie, rischia a breve di far scomparire dal mercato migliaia di piccoli gestori. L´allarme viene dal coordinamento unitario dei benzinai di Faib-Confesercenti e Fegica-Cisl: «Con il prezzo della benzina aumentato del 18 per cento e quello del gasolio del 25 per cento nei primi due mesi dell´anno, con le accise che si sono impennate rispettivamente del 20,7 e del 34,16 per cento dal 2011 ad oggi, i gestori non sono più in grado di affrontare la drammatica situazione che si è venuta a creare con il prezzo ad un passo dai 2 euro al litro, un calo dei consumi del 20%». Per questo, secondo i gestori «ci sono migliaia di punti vendita prossimi alla chiusura». Ora non resta che attendere le contrattazioni sul mercato dei prodotti raffinati del Mediterraneo, che continua a macinare record mentre il Brent, il petrolio europeo, oggi a circa 126 dollari al barile, prosegue la sua corsa che già nel terzo trimestre dell´anno, secondo Citigroup, potrebbe sfociare nel superamento dell´asticella dei 130 dollari al barile.

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