7 Aprile 2010

BENZINA: DOPO PASQUA RIPARTE CORSA, VOLA A 1,425 EURO /ANSA

CODACONS, STANGATA DA 19 MLN SU RIENTRO;ATTESA PER MOSSE GOVERNO

 (ANSA) – ROMA, 6 APR – Finisce la "tregua" pasquale, i
prezzi riprendono a salire e, con essi, ripartono le polemiche.
Il tema benzina continua a tenere banco e l’attesa è dunque
tutta per le mosse del governo, chiamato da più parti a mettere
in campo misure che consentano di riportare i listini italiani
in linea con quelli europei.
   A mettere mano ai prezzi, dopo molti giorni di tranquillità
seguiti ai maxi aumenti della metà di marzo, sono oggi Q8 ed
Erg. La Q8, in particolare, stando alla consueta rilevazione
della Staffetta Quotidiana, ritocca la benzina di 1,5 centesimi
portandola a 1,425 euro e il gasolio di 2 centesimi a 1,259
euro. La Erg, invece, aumenta i prezzi di entrambi i prodotti di
1 centesimo portando la verde a 1,418 euro e il gasolio a 1,244
euro.
   Sul controesodo pasquale, calcola dunque il Codacons, si
abbatte così una stangata da 19 milioni di euro: "Come
dimostrano i dati Istat resi noti nei giorni scorsi – osserva il
presidente Carlo Rienzi – i continui rialzi della benzina hanno
già innescato un meccanismo moltiplicativo sui prezzi, in
particolare su tutta la merce trasportata su gomma e rischiano
di scatenare pericolosissime aspettative di inflazione". Per
questo il Governo dovrebbe liberalizzare il settore, "favorendo
l’ingresso di nuovi competitori, come la grande distribuzione e
le pompe bianche, e la trasparenza dei prezzi". Ma non è
questa l’unica ricetta suggerita: per Adusbef e Federconsumatori
la strada da seguire è "sterilizzare gli aumenti Iva e
introdurre l’accisa mobile sui carburanti", mentre il Pdci
propone di avviare "un’inchiesta su vasta scala, al fine di
calmierare d’ufficio il prezzo e colpire le compagnie
petrolifere in odore di speculazione".
   La palla, in ogni caso, è nelle mani del governo. Il
sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’Energia,
Stefano Saglia, nei giorni scorsi ha promesso una sollecita
convocazione del tavolo carburanti con compagnie, gestori e
Regioni che, secondo quanto si apprende, potrebbe arrivare anche
questa settimana. Tra i punti in discussione la chiusura di un
certo numero di impianti, l’aumento dei self service, il
passaggio dai prezzi giornalieri a quelli settimanali, ma anche
lo strumento legislativo con il quale varare le misure: i
gestori, spiega Luca Squeri di Figisc-Confcommercio, non
approvano l’ipotesi decreto legge, perché "vorrebbe dire
seguire sentimenti ed emozioni, mentre per fare qualcosa di
utile ci vuole razionalità". (ANSA).

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