24 Giugno 2004

Benzina, di ribassi manco l`ombra

Benzina, di ribassi manco l`ombra

Prezzi inchiodati, sarà un`estate bollente. I petrolieri: non sono mai stati così bassi
Insorgono i consumatori: gli automobilisti non hanno le traveggole. Marzano: mani legate


ROMA Gli automobilisti italiani in partenza per le vacanze possono sperare, al massimo, che i prezzi della benzina non aumentino e si mantengano sui livelli attuali. Di riduzioni nei prossimi mesi, infatti, non se ne dovrebbe parlare. Parola di petrolieri: i prezzi «rimarranno sui livelli attuali per tutta l`estate, se non più alti», avverte infatti l`amministratore delegato della Erg, Alessandro Garrone, che ridimensiona così i timidi segnali di ottimismo del presidente dell`Unione Petrolifera, Pasquale De Vita, che a margine della sua relazione annuale, ha parlato solo di «segnali positivo in termini di discesa del prezzo, sia pure in maniera molto lieve», limitandosi ad auspicare che la tendenza al ribasso degli ultimi giorni «continui» in vista dell`esodo. E, mentre l`industria petrolifera si schiera compatta – pur sottolineando che «pochi sono disposti a crederlo» – nell`asserire che i prezzi dei carburanti degli ultimi tempi sono tra i più bassi dal dopoguerra ad oggi, i consumatori insorgono e rinviano al mittente il messaggio: «gli automobilisti italiani – stigmatizza l`Intesa – non hanno certo le traveggole e si rendono conto benissimo di quello che pagano».
Le parole di De Vita, che dati alla mano ha spiegato all`assemblea dell`Up come «il prezzo attuale della benzina è tra i più bassi, ovviamente in termini reali, nella storia della commercializzazione del prodotto», riaprono così le polemiche sul caro-carburanti. Con il ministro delle attività produttive, Antonio Marzano, che torna a ricordare che in materia di commercio il governo ha le mani legate invitando le Regioni, a cui spettano le competenze, ad «obbligare i benzinai ad esporre e rendere noti in ogni modo possibile i prezzi». Per promuovere la concorrenza mettendo gli automobilisti in grado di individuare e scegliere i distributori più convenienti. La ristrutturazione della rete di distribuzione dalla quale si attendeva un calo dei prezzi non «ha funzionato», avverte il ministro ed il gap tra l`Italia ed il resto d`Europa resta. Un peso, quello legato ad una rete arretrata, che gli stessi petrolieri stimano pesare – in termini di divario con i partner di eurolandia – per circa 0,04 euro al litro sui prezzi alla pompa.
Intanto l`effetto del caro petrolio rischia di farsi sentire anche sui conti di tutta l`azienda Italia: la bolletta petrolifera 2004 – annuncia infatti De Vita – rischia di aumentare quest`anno di 1 miliardo di euro rispetto al 2003, sfiorando i 16 miliardi di euro. Una previsione – basata sul mantenimento degli attuali livelli delle quotazioni dell`oro nero e del cambio euro-dollaro nei prossimi mesi – che spingerebbe la fattura energetica (il costo cioè per l`acquisto di tutte le fonti d`energia dall`estero) a 27,8 miliardi di euro, 1,3 miliardi in più dell`anno passato. L`Up avverte che si potrà ristabilire, se la situazione internazionale si rasserenasse, una stabilità dei prezzi, ma intorno ai 30 dollari al barile. I minimi di «18 dollari degli anni `90» sono infatti esclusi, dice De Vita che sul fronte petrolifero mondiale coglie anche l`occasione per lanciare un allarme: il forte aumento dei consumi per i prossimi anni – soprattutto per la forte domanda attesa dai paesi emergenti come Cina, India e Giappone – impone dei «cambiamenti».

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