10 Aprile 2005

Benzina, consumatori all?attacco

Benzina, consumatori all?attacco

Il Codacons: sciopero dei consumi se non si ferma la corsa

ROMA – Monta la protesta contro il caro benzina, i cui prezzi alla pompa schizzano quasi ogni giorno più in alto, tanto da far dire al Codacons, un?associazione dei consumatori, che «se non si troverà una soluzione per fermare la corsa dei carburanti, l?unica possibilità per gli automobilisti sarà ridurre i consumi». Di qui il progetto di una «clamorosa» campagna di autoriduzione dei consumi di benzina.
Carlo Rienzi, presidente del Codacons, in caso di ulteriori rialzi chiamerà gli utenti «ad un razionamento autocontrollato dei consumi di carburante». Ed annuncia la elaborazione di schede «da inserire sul sito Internet» del Codacons sulle quali l?automobilista calcolerà i consumi quotidiani e conoscerà come risparmiare fino al 50% per il pieno « con l?autoriduzione guidata e intelligente dei consumi di carburante».
Anche l?Ugl protesta chiedendo l?intervento urgente del governo perché agisca sulla leva fiscale visto che sul prezzo «pesano ancora balzelli antichi, come quelli imposti per la crisi di Suez del ?65 e per l?alluvione di Firenze del ?66».
Intanto a sottolineare gli aumenti fuori misura interviene la Cgia, il cui Ufficio Studi ha elaborato una serie di dati a dimostrazione, se ancora ve ne fosse bisogno, delle impennate continue dell?oro nero. Il risultato è che in un anno la spesa delle famiglie italiane è aumentata del 20,5% contro l?aumento medio del 6,4% delle spese familiari in genere. Tradotto in soldoni, significa 348 euro in più l`anno, come dire che, tra benzina e gasolio, va nei serbatoi il 6,18% del bilancio familiare, pari nel 2004 alla spesa per mobili, elettrodomestici e manutenzione casa (6,2% del bilancio familiare) e poco meno di quanto si è speso (6,7%) per il vestiario e l?abbigliamento.
Monetizzando, ogni mese, fino al 5 aprile 2004, si spendevano 143 euro al mese per la benzina. L?anno successivo si è giunti a 172 mese: 30 euro in più che in dodici mesi diventano appunto 348 euro in più per percorrere gli stessi chilometri. E non finisce qui perché l?Ufficio studi della Cgia precisa che con i primi mesi del 2005 l?incidenza sulla spesa familiare è già passata dal 6,18% al 7% con un aumento dello 0,82%. E questo considerata una spesa familiare complessiva mensile che nel 2004 era di 2.313 euro e che nel 2005 è aumentata di 147 euro, a 2.460, pari ad un incremento del 6,4%.
L`Ufficio studi della Cgia di Mestre ha anche messo a punto una classifica della spesa carburante per ciascuna Regione. L?assegnazione della maglia nera in fatto di costi alla pompa è appannaggio della Valle D`Aosta con 251 euro di spesa mensile media per famiglia. Seguono a molte lunghezze il Trentino Alto Adige con 182 euro a famiglia, le Regioni del Lazio con 172,2 euro e dell`Abruzzo con (171,6 euro). A spendere meno sono i più storicamente parsimoniosi cioè, gli abitanti della Liguria con 108,5 euro di spesa media mensile per il carburante, preceduti, anche in questo caso per comprensibili ragioni di reddito percepito, dai nativi della Lucania con 110 euro, della Calabria con 114,8 euro e del Molise con 115 euro.
I consumatori di Adusbef e Federconsumatori sottolineano che per la sua credibilità «Berlusconi e il suo governo devono vigilare sulla speculazione dei petrolieri che aumentano subito la benzina quando rincara il barile ma dimenticano di diminuirla quando, come adesso, il prezzo scende». E concludono chiedendo al Premier di «restituire 3,9 miliardi di euro che sono stati di fatto incamerati come soprattassa alla faccia di una diminuzione promessa di tasse che gli italiani non hanno praticamente mai visto» o non se ne sono accorti, il che è la stessa cosa.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox