1 Maggio 2013

Benzina, Codacons respinto «Varese se ne lava le mani»

Benzina, Codacons respinto «Varese se ne lava le mani»

 

«Il tribunale di Varese se ne lava le mani. Il Codacons andrà comunque avanti nella sua battaglia contro le speculazioni sui prezzi dei carburanti». E ancora: «Ci costituiremo parte offesa dinanzi alle procure di Roma e Milano, rinnovando la richiesta di sequestro urgente dei contratti di acquisto presso le compagnie petrolifere, così da fare luce sulla formazione dei listini alla pompa». È durissimo il commento del presidente Codacons Carlo Rienzi davanti alla decisione dei giudici del tribunale del riesame di Varese di rigettare il ricorso presentato dall’ associazione di tutela dei consumatori per opporsi alla decisione del gip Giuseppe Battarino di non concedere il sequestro probatorio dei listini prezzi d’ acquisto dei carburanti prima di trasferire altrove per competenza l’ indagine sul caro benzina avviata dal sostituto procuratore di Varese Massimo Politi. Il dispositivo è stato depositato ieri, meno di 24 ore dopo l’ udienza celebrata lunedì mattina davanti al collegio presieduto da Anna Giorgetti. Marco Colombo, avvocato Codacons, ribadisce l’ esigenza di «dare la priorità alla prova salvaguardandola. E di contenere i tempi entri i quali il sequestro sarà eseguito». I giudici varesini del riesame hanno basato la loro decisione su una solida giurisprudenza: «Nel caso di specie, addirittura, non vi è un provvedimento di rigetto poiché il dispositivo del Giudice per le indagini preliminari è la declaratoria di incompetenza», si legge nel dispositivo di sentenza. «In altre parole sia il pubblico ministero che il giudice per le indagini preliminari non hanno assunto alcun provvedimento di merito in ordine all’ invocato sequestro probatorio anteponendo la questione della competenza per territorio con la conseguenza che non esiste, ad oggi, alcun provvedimento di sequestro o di rigetto del sequestro da sottoporre al vaglio del giudice dell’ impugnazione». Il gip Battarino aveva però scritto nello stesso provvedimento contestato che esistevano gravi indizi di colpevolezza a carico delle compagnie petrolifere», con ipotesi di reato comprese tra l’ aggiotaggio e la truffa aggravata nei confronti di milioni di consumatori. Il Codacons non si arrenderà: ora i solleciti saranno per le procure di Roma e Milano esortate a chiudere le indagini il prima possibile. Centinaia di persone, intanto, stanno aderendo alla campagna di pre-class action lanciata da Codacons. E tantissimi consumatori continuano a scrivere non soltanto alla procura di Varese ma anche all’ ufficio gip supplicando i magistrati di fare qualcosa. Tra i tanti anche un benzinaio toscano che lamentava di essere a sua volta vessato dalle compagnie petrolifere. S. Car.

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