6 Agosto 2009

BENZINA: CODACONS CHIEDE SEQUESTRO DI POMPE E DEPOSITI

 
      Roma, 6 ago. – (Adnkronos) – ”Non e’ finito nemmeno con le
solite vaghe ed inutili promesse l’incontro tra il ministero dello
Sviluppo Economico e le compagnie petrolifere. In pratica non si e’
partorito neppure il solito topolino, ossia una promessa vaga di
ridurre i prezzi. Cosi’ le compagnie petrolifere potranno continuare a
mangiarsi il formaggio, spennando i poveri automobilisti andati in
vacanza o pronti a partire per Ferragosto”. Per il Codacons ”la
richiesta di ridurre di due centesimi al litro la benzina verde
avanzata dal ministero era come chiedere ad un serial killer di stare
composto a tavola. Non a caso le compagnie hanno risposto che sono
gia’ state buone ad aumentare solo di 3 centesimi e che a decidere e’
il mercato, che in realta’ non esiste”.
      A questo punto il Codacons chiede che ”ad intervenire sia la
Guardia di Finanza, controllando i fogli di acquisto dei carburanti di
pompe e depositi, per accertare se vi siano stati rialzi puramente
speculativi. In caso di accertamento positivo, ossia nel caso i prezzi
di vendita risultino variati nonostante i prezzi di acquisto siano
rimasti stabili, si chiede di procedere al sequestro di quelle pompe e
di quei depositi”.
      Secondo il Codacons ”il ministro Scajola avrebbe dovuto
presentare oggi alle compagnie i provvedimenti da approvare in
Consiglio dei Ministri e in Parlamento: Provvedimenti per favorire
vendita dei carburanti da parte della grande distribuzione; Modifica
dell’art. 15 del D.lgs n. 206/2005, prevedendo cartelli luminosi per
esporre i prezzi praticati e sanzioni severe per chi non li espone in
modo ben visibile; Benzacartelloni anche in citta’; Controlli della
Guardia di Finanza alle pompe, sia per controllare i litri
effettivamente emessi che la corrispondenza tra i prezzi esposti nei
cartelli e quelli effettivamente praticati”.

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