Benzina, Codacons attacca le compagnie petrolifere
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fonte:
- Il Gazzettino
Esposto alla Guardia di finanza per verificare le differenze dei prezzi col resto d`Europa e come vengono investiti i maxi profitti da rincari
Roma Commercianti e petrolieri nel mirino delle associazioni dei consumatori. Il Codacons ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza e all`Agenzia delle Entrate “chiedendo di verificare se le compagnie reinvestono in Italia i maxi-profitti derivanti dalla vendita dei prodotti petroliferi e di accertare le grandi differenze esistenti nei prezzi di benzina e gasolio tra Italia e resto d`Europa“. Secondo l`associazione dei consumatori, infatti, “è arrivato il momento di fare chiarezza sui bilanci delle società petrolifere“. Ed “oltre ad avviare inchieste finalizzate a scovare e punire severamente le speculazioni sui carburanti, – continua il Codacons – occorre aumentare la disponibilità di benzina sul mercato, anche tagliando provvisoriamente le riserve, promuovere e incentivare forme energetiche alternative e istruire i cittadini circa un consumo più razionale e oculato di carburante“.L`associazione chiede infine al prossimo governo di “adottare, seguendo l`esempio di Bush negli Usa, misure urgenti per far scendere, in vista dell`estate e degli esodi, il prezzo dei carburanti alla pompa“.In Italia quasi un negozio su due (44\%) non espone al proprio interno i prezzi delle merce in vendita. Sulla stessa linea la Spagna (42\%), un po` meglio il Portogallo (32\%) e il Belgio (28\%). È quanto emerge da un`indagine di Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, condotta in collaborazione con le associazioni partner di Portogallo, Spagna e Belgio e con il patrocinio della Commissione europea, sull`esposizione dei prezzi sulla merce in vetrina e sugli scaffali, come previsto dalla direttiva 98/6/Ce recepita nel nostro Paese con la legge 84 del 25 febbraio 2000. L`inchiesta ha coinvolto 46 città europee, di cui 10 italiane: Bari, Bologna, Cagliari, Genova, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino. Visitati in tutto 3228 punti vendita, di cui 788 in Italia, tra supermercati, ipermercati, negozi specializzati, tradizionali o a catena. I prodotti esposti presi in considerazione vanno dall`abbigliamento all`alimentare, dalla telefonia agli elettrodomestici, dalla profumeria al settore tv-video, dal bricolage ai prodotti per la casa e agli articoli sportivi.Tra le città italiane, quella con i negozi che espongono meno i prezzi all`interno del proprio esercizio è Bari (77\%), seguita da Napoli (75\%), Cagliari (65\%), Roma (63\%), Genova (51\%).
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