26 Agosto 2009

Benzina, ci sono margini di ribasso

Lo assicura il ministro Scajola

Ci sono i margini perché le imprese petrolifere riducano i prezzi della benzina «di qualche centesimo». A dirlo è il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Ma per le associazioni dei consumatori non è più tempo di parole, servono norme precise per rendere trasparente la formazione dei prezzi. Sui mercati internazionali, intanto, il petrolio mantiene un’andamento volatile, e dopo aver toccato i 75 dollari al barile in giornata è ripiegato fin sotto i 72 dollari. E alle pompe ieri la benzina verde costava tra 1,324 e 1,336 euro al litro, lievemente al di sotto dei picchi toccati ad inizio agosto. «Un certo aumento dei carburanti è giustificato spiega il ministro Scajola dal Meeting di Rimini perchè il prezzo del petrolio è tornato sopra i 70 dollari al barile, mentre quest’inverno era sceso sotto i 40». C’è però, sottolinea Scajola, «uno stacco rispetto alla media europea con un costo industriale che si può ridurre di qualche centesimo». Insomma, «le compagnie possono fare di più». Secondo il ministro anche i consumatori devono fare la loro parte, «adeguando i loro comportamenti adoperando i self-service, che in Italia sono il 30%, mentre all’estero sono sopra l’80%». Ma i consumatori rispediscono al mittente l’accusa.  «Se in Italia ci sono pochi self service, poche pompe bianche, e scarsa vendita da parte della grande distribuzione accusa il Codacons – la colpa non è certo dei consumatori, ma del ministro che non ha favorito più mercato nel settore». L’associazione dei consumatori chiede che il ministro Scajola «faccia il suo dovere, emanando norme per favorire la trasparenza dei prezzi e la concorrenza».  Non basta esporre i prezzi aggiornati: il Codacons chiede l’obbligo di «cartelli luminosi posti in alto, vicino all’insegna della compagnia petrolifera, in modo che il prezzo sia visibile anche da lontano.

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