7 Settembre 2005

Benzina, caccia all?offerta speciale

Benzina, caccia all?offerta speciale



Per attirare clienti c?è chi applica ?l?happy-day? del carburante






Un litro di benzina, ormai, a Roma sfiora anche 1,40 euro e di questo passo si rischia di fare concorrenza a un?analoga quantità di olio extravergine di oliva. Rimbalzando da un distributore all?altro, però, si può restare ubriacati come dopo avere bevuto un buon bicchiere di vino, visto che i prezzi salgono (molto), scendono (poco), si diversificano a seconda se si ci si addentra su raccordo, tangenziale o autostrada, se ci si affida al servizio del benzinaio o, invece si sceglie la linea economica del fai da te. Non solo: lo scenario del caro benzina si complica con quella dozzina scarsa di distributori indipendenti che affrontano la concorrenza dei colossi con prezzi effettivamente competitivi. Dal marchio nuovo, Ewa, a quello già diffuso soprattutto nel Viterbese ma presente anche a Roma della Enerpetroli. Nel labirinto del pieno stangata, il consumatore può incappare in iniziative estemporanee dei gestori, costretti anche loro ad affrontare la crisi. Ormai c?è pure l?happy hour della benzina, così come viene in alcuni bar alla moda per birra e aperitivi. Anzi, più correttamente, gli happy days: in alcuni giorni, c?è qualche gestore (ma anche qualche compagnia) che offre prezzi ribassati per invogliare l?automobilista a fermarsi. Ma ci possono essere anche pessime sorprese. Disavventura di un automobilista che ieri sera si è fermato a fare rifornimento al tronchetto della Roma-L?Aquila. 1,375 al litro per la verde. «Ma solo venerdì l?ho pagata 1,370», si è lamentato con il benzinaio. Risposta: «Guardi, che è pure fortunato, fra un?ora l?avrebbe pagata 1,377». Come dire, occhio all?orologio, perché il prezzo della benzina varia quasi a vista d?occhio.
«Cambiate per un attimo prospettiva – ribatte Antonio Ciavattini, segretario provinciale del Faib Confesercenti, che rappresenta i gestori dei distributori di benzina – e mettetevi nei panni degli imprenditori, di chi gestisce una pompa di benzina. La situazione è drammatica». Cosa è successo? Con l?impennata del prezzo della benzina e del gasolio, i romani hanno scoperto che l?automobile consuma meno quando è spenta. Per questo i consumi sono diminuiti sensibilmente. «La percentuali cambiano da quartiere a quartiere – racconta Ciavattini – ma si arriva a punte del 10 per cento. Per questo i gestori più intraprendenti si inventano iniziative per attirare i clienti, ma in realtà il margine di operatività è minimo». I gestori, da quando il prezzo della benzina è un incubo, hanno registrato a Roma altri fenomeni: a chiusura del mese, prima del pagamento degli stipendi, il lavoro dei benzinai cala drasticamente. «E se un tempo – racconta un benzinaio – in molti si toglievano il pensiero con il pieno, oggi la spesa media è fra i 10 e i 20 euro. Più 10, che 20». «E i gestori fanno fatica – commenta Ciavattini – a fare tornare i conti, perché sono aumentati i costi: serve un maggiore investimento per l?acquisto dei carburanti, si pagano molto di più le utenze per la gestione quotidiana dell?impianto». A Roma i distributori di benzina sono circa 1.200, per molti di loro la possibilità che presto arrivi anche la concorrenza degli ipermercati è uno spettro.
Chi auspica un nuovo impulso alla concorrenza è l?automobilista romano, anche se come dimostra la rilevazione dei prezzi eseguita nelle tabelle a fianco, non è vero che si paga la stessa cifra in tutti gli impianti. Le differenze possono essere significative: fra gli impianti monitorati il prezzo più basso è di 1,236 euro, quello più alto di 1,377. A Roma Sud fra il più economico e il più caro ci sono 0,05 centesimi di differenza, quasi cento lire. All?incirca la stessa che esiste, nella parte settentrionale della Capitale, fra via Flaminia e Parioli. A Roma Est, la benzina può essere pagata 1,265 sull?Appia, ma pure 1,340 sulla Casilina. Nel quadrante occidentale la forbice è ampia: da 1,236 euro (ma senza servizio) in via Battistini a 1,327 in via di Bravetta (servito): siamo nell?ordine degli 0,09 euro di differenza, quasi 180 lire al litro. Uno scenario confuso, caratteristico della Capitale anche per altri prodotti. «Il problema – dicono al Codacons – che poi per risparmiare qualche euro non è che puoi percorrere troppi chilometri, perché, come tutti comprendono, alla fine lo sforzo viene vanificato». «L?unica soluzione – ripetono alla Faib Confesercenti, è ridurre il carico fiscale sulla benzina. Altrimenti affondiamo tutti: gestori e automobilisti».


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