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14 Settembre 2003

«Benzina, c?è chi lucra sui prezzi»

«Benzina, c?è chi lucra sui prezzi»

Ben 115 milioni di euro per le compagnie petrolifere e 26 milioni per lo Stato: è quanto, secondo le stime dell?Intesa dei Consumatori, «lucrano» le imprese e le casse pubbliche dal mancato adeguamento del prezzo della benzina all?andamento dei cambi.
«Sono svariati mesi che denunciamo gli andamenti anomali del prezzo della benzina velocissimi in salita e lentissimi in discesa. Ma in questa settimana l?anomalia è esagerata» – afferma l?organizzazione – secondo la quale se si raffrontano i prezzi attuali del petrolio con quelli di agosto, settembre e ottobre 2002, si nota che sono praticamente identici e pari cioè a 27 dollari al barile ma con la grande differenza che l?euro si è rafforzato del 15%, poiché alla stessa data segnava 0,98 sul dollaro.
«Sviluppando questi dati il prezzo industriale della benzina si dovrebbe attestare a 29,5 centesimi al litro che sommate all?accisa (tassa di produzione) pari a 54,2 e all?Iva del 20%, dovrebbe portare il prezzo finale a 1,004 euro con un risparmio di circa 8 centesimi al litro. Perché – si chiede l?associazione – non si interviene su tale anomalia? E perchè non viene costituita una commissione di inchiesta come da sempre l?Intesa consumatori ha richiesto?».
Per l?organizzazione «è presto detto: mentre in base ai consumi le compagnie con un tale sovrapprezzo lucrano mensilmente maggiori entrate per 115 milioni di euro, lo Stato incassa con identiche motivazioni oltre 26 milioni di euro».
E per dopodomani – martedì – l?Intesa ha proclamato il terzo sciopero della spesa. Via alle manifestazioni in tutta Italia, a partire dal presidio che Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori organizzeranno a Roma a piazza Montecitorio alle 10,30. A Torino presidio davanti alla prefettura cui parteciperanno anche Cgil, Cisl, Uil e Coldiretti. Ci saranno banchi di frutta e verdura con l?indicazione del prezzo agli agricoltori in modo da poterlo confrontare con quelli al mercato. A Milano ci sarà un picchetto di consumatori a piazza Duomo. A Napoli uomini e donne sandiwich spiegheranno le ragioni dello sciopero. A Firenze e a Salerno saranno invece allestiti gazebo informativi. E ancora, presidi a Palermo, Perugia, Bari, Cesena e volantinaggio in tutte le città italiane davanti ai centri commerciali. Domani l?Intesa ribadirà le motivazioni della protesta contro il caroprezzi con una conferenza stampa a Roma. E l?Istat comunicherà il dato definitivo sull?inflazione ad agosto che dovrebbe confermare il rialzo, rilevato nella stima preliminare, di ben il 2,8%.
I consumatori, poi, hanno preparato una guida per aderire allo sciopero. Primo consiglio del decalogo: «boicottare i prodotti che sono raddoppiati di prezzo nel passaggio all?euro e disertare negozi, bar e ristoranti che hanno applicato aumenti speculativi».
Intanto tra gli aumenti più caldi del momento – come spiega il grafico – c?è quello del caro-scuola. Per penne, matite, zainetti e libri ogni famiglia ha speso quest?anno in media 550 euro, il 10% in più rispetto all?anno precedente. E fra il primo luglio e il 17 agosto – secondo l?osservatorio prezzi del ministero delle Politiche agricole – i prezzi delle pesche sono cresciuti del 33,3% rispetto all?anno precedente, quelli delle susine del 32,9% e quelli delle pere del 22,2%. Stessa cosa anche per le verdure.
Non solo. In banca dal primo ottobre cresceranno ulteriormente i prezzi dei servizi dopo aver segnato già un +25% dall?entrata in vigore dell?euro.


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