24 Febbraio 2007

Benzina, Bersani striglia l`Agip

Ritocchi al rialzo dalle altre compagnie, solo Erg ribassa Dal Codacons segnalazione all`Antitrust
Benzina, Bersani striglia l`Agip
Il ministro perplesso sugli aumenti: “Attendo spiegazioni, il Governo sorveglia“

ROMA “Vedremo se l`Agip riterrà di dare spiegazioni su una manovra così inusuale “rampogna Pier Luigi Bersani,ministro dello Sviluppo. Non piace e non convince l`improvviso aumento di prezzo dei carburanti, 2 centesimi e mezzo al litro per la benzina e 2 per il gasolio, con il quale la compagnia del gruppo Eni ha salutato l`alba di venerdì (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Ritocco improvviso e non preannunciato ufficialmente, ma non certo inatteso. Già da qualche giorno gli analisti testimoniavano un consolidamento all`insù dei prezzi internazionali all`ingrosso dei prodotti raffinati. Le perplessità riguardano semmai l`opportunità di una mossa attuata nel modoe nel momento più esposti alle critiche: dall`operatore di riferimento, nel mezzo di una crisi di Governo, nella delicata fase di consolidamento della ripresa economica e – questo il segnale più stridente – proprio nel giorno in cui il gruppo Eni, proprietario dell`Agip, annuncia un consuntivo 2006 decisamente d`oro (vedi pagina 33). Sta di fatto che tutte le altre compagnie petrolifere hanno assestato, anche se con prudenza, i listini. Al rialzo (da Q8 un centesimo in più la benzina e mezzo cent ilgasolio, da Tamoil 7 millesimi la benzina e 6 per il gasolio, da Total appena 3 millesimi per i due carburanti), tranne in un caso. La Erg,che dalla scorsa primavera ha elaborato una metodologia di adeguamento più “reattiva“ all`andamento giornaliero dei mercati, ha infatti trovato il modo e l`opportunità di limare i prezzi di riferimento,anche se di poco: mezzo cent al litro sia per la benzina che per il gasolio. Molto sconcerto, tanto nervosismo e qualche imbarazzo. Dal Governo,costretto ad essere un po` censore di se stesso, vista la sua posizione di azionista di controllo dell`Eni. Non dell`Eni, convinto di poter dimostrare correttezza di operato e buona attenzione alla clientela, visto che gliultimi aumenti all`ingrosso sono stati trasferiti “solo in parte“ – insistono all`Eni – sui prezzi finali. Insorgono le associazioni dei consumatori, con iniziative anche legali. Il Codacons ha inviato una segnalazione all`Antitrust, che già indagava sul presunto cartello tra marche petrolifere, e alla Procura della Repubblica. Giudicando l`aumento “una manovra del tutto speculativa “ che va sanzionata e possibilmente neutralizzata. Aumenti “ingiustificati“, chiaro sintomo di un “cartello“ incalza anche Raffaele Bonanni, numero uno della Cisl. A dar corpo e sostanza alle critiche era stato ieri mattina, a distributori appena aperti, il consigliere di Bersani, Umberto Carpi: mossa “sconcertante e non motivata dall`andamento del prezzo del petrolio“. “Non vorrei che ci si approfittasse dello stato di crisi politica per lucrare“ maligna Carpi osservando che “un aumento di questo genere, rapportato all`erogato Agip vale circa 250 milioni di euro l`anno“. Il ministro Bersani incalza: “Se pur il Governo non ha possibilità alcuna di intervenire sui prezzi del carburante, ha tuttavia gli occhi per vedere e bocca per parlare.E li userà“.Appuntamento a martedì prossimo nel faccia a faccia con i gestori per scongiurare le serrate degli impianti contro la liberalizzazione caparbiamente promossa dal ministro. “Discuteremo con i gestori, ma a questo punto anche con le compagnie“. A costo di complicare ulteriormente le cose.

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