10 Agosto 2007

Benzina, Bersani “responsabilizza“ i petrolieri

Nell`incontro al ministero dello Sviluppo economico con i petrolieri, Pierluigi Bersani ha chiesto un sostegno nello sforzo per tenere l`inflazione sotto controllo. Tagliare i prezzi dei carburanti per rimettere i soldi in tasca agli italiani. Un invito ad assumersi questa responsabilità visto che, ha spiegato il ministro, non stiamo parlando di bruscolini, e un centesimo in più o in meno corrisponde a 463 milioni di euro all`anno. La benzina, sostiene, pesa sull`inflazione quasi il doppio dell`energia elettrica. Insomma, non vorremmo che mentre noi mettiamo l`acqua con il bicchiere, qualcuno la levi con il secchio. I petrolieri ci chiedono di giudicare nel lungo periodo, ma contestano i nostri dati. Noi sappiamo che siamo in un sistema non regolato e di mercato, ma abbiamo chiamato i petrolieri a una riflessione. Da qui la decisione di attivare subito dopo l`estate, un confronto periodico una volta al mese sui prezzi dei carburanti per poi mettere in campo una serie di azioni rivolte alla trasparenza dei prezzi sui cui – ha detto Bersani – dovremo chiedere parere all`Antitrust perché non si deve dare adito a meccanismi collusivi. Il ministro non esclude nemmeno la possibilità di ricorrere a un decreto interministeriale per sterilizzare le accise sui carburanti fra settembre e ottobre e frenare così il caro carburante senza ricorrere a un decreto legge. La previsione infatti è che il ddl Energia in Parlamento che già contiene una norma sulla sterilizzazione dell`Iva oltre una certa soglia vada in porto entro settembre. Soddisfatto il presidente dell`Unione petrolifera Pasquale De Vita: è stato riconosciuto che c`è un divario strutturale tra i prezzi italiani e quelli degli altri paesi europei sul quale il governo sta già intervenendo con le norme previste dal ddl sulle liberalizzazioni. Sulle modalità da seguire nell`analisi dei prezzi, invece, la via è quella di un tavolo tecnico per definire le metodologia di accertamento dei divari per una maggiore trasparenza. Il problema del caro carburanti, ribadisce dunque Bersani, non è una questione di tasse che sono nella media europea, ma un problema di trasparenza dei prezzi e di ristrutturazione della rete”. Una valutazione praticamente opposta a quella illustrata oggi dal presidente della commissione Attività produttive della Camera Daniele Capezzone con il suo network Decidere.net e dall`Istituto Bruno Leoni per risolvere definitivamente la questione prezzi secondo i quali è necessario tagliare il più possibile le accise sui carburanti riducendole ai livelli minimi consentiti dall`Unione europea. Il taglio produrrebbe infatti una discesa a catena dei prezzi visto che il costo dell`Iva sui carburanti viene calcolato sia sul costo della materia prima che sull`accisa stessa. In questo modo un litro di benzina passerebbe quindi da 1,349 euro a 1,103 euro, con un risparmio del 18,2 per cento. Per il gasolio l`accisa dovrebbe scendere da 0,423 euro attuali a 0,302, mentre il costo del diesel passerebbe da 1,173 euro a 1,027 euro. Ogni cento euro di benzina quindi, 51 se ne andrebbero in carburante (91 litri) e 49 in tasse (oggi la proporzione 58 imposte e 42 in benzina), mentre per il gasolio ogni cento euro 54 verrebbero utilizzate in carburante il resto in tasse. Capezzone si è detto pronto a presentare una proposta di legge alla ripresa dei lavori parlamentari. Il vero problema, secondo il parlamentare della Rosa nel pugno, è proprio il fisco: anche l`intervento annunciato ieri da Vincenzo Visco per sterilizzare l`iva è troppo piccolo perché si vuole sterilizzare le accise solo nel caso in cui aumenti il prezzo del greggio. Il problema invece va affrontato sempre. Partecipare alla demagogia di attaccare tutti i giorni i petrolieri è sbagliato. Il governo dovrebbe convocare se stesso sapendo che noi siamo convocati ogni volta che andiamo dal nostro amico benzinaio dove i soldi se li prende Visco. Dal 2010, comunque, con il rialzo dell`accisa minima deciso dall`Unione europea, le imposte sarebebro destinata a salire nuovamente. Aggiunge Carlo Stagnaro, direttore Energia e ambiente dell`Ibl: Secondo i risultati di un sondaggio, l`accisa sulla benzina è la tassa più odiata dagli italiani. Con buone ragioni: il nostro è un paese lungo e stretto, dove spostarsi significa necessariamente spostarsi in macchina. E, se è vero che il prelievo fiscale sui carburanti è in linea con la media europea, è anche vero che gli italiani hanno redditi inferiori rispetto alla maggior parte degli altri cittadini comunitari: l`asimmetria è davvero visibile, allora, nel senso che la quota di reddito disponibile è nel nostro paese inferiore. Ridurre il prelievo sulla benzina sarebbe un gesto di rispetto nei confronti dei contribuenti, e costringerebbe il settore pubblico a far fronte alle minori entrate effettuando tagli alla spesa. Solo in questo modo si potrebbe innescare quel circolo virtuoso di riforme di cui il paese ha un disperato bisogno”. Dal Codacons intanto è partito un esposto alla procura della Repubblica di Roma e all`Antitrust con richiesta di aprire un`indagine per presunto aggiotaggio e accordi di fatto tra le compagnie sugli “strani aumenti della benzina e del gasolio in occasione degli esodi festivi degli italiani”. L`associazione dei consumatori ha anche invitato a boicottare Api e Shell, “le due compagnie che hanno praticato i prezzi più alti nei giorni dell`esodo. Dall`Istat arriva invece la conferma dell`aumento congiunturale dei prezzi dei carburanti, comunque inferiore rispetto allo scorso anno: a luglio nel comparto energetico si è registrato un incremento dello 0,7 per cento dei prezzi della benzina verde, che tuttavia sono risultati dello 0,8 per cento inferiori rispetto allo stesso mese del 2006. Analogamente, il prezzo del gasolio per autotrazione ha fatto segnare un aumento dell`1,15 a giugno e una diminuzione del 3,2 per cento al 2006.

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