Benzina: è battaglia sugli aumenti
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fonte:
- Miaeconomia.it
L?attenzione dei consumatori è nuovamente concentrata sul caro benzina. Dopo gli aumenti che si sono verificati nelle ultime settimane, sabato scorso si è toccato il nuovo record storico dal 1973: il prezzo ha superato quota 1,15 euro al litro, pari a 2.230 delle vecchie lire. Più veloce ancora è stata la corsa dei prezzi per Agip e Ip: le due compagnie hanno annunciato di aver rialzato di altri 0,006 euro al litro i prezzi della senza piombo che sono arrivate così, rispettivamente, a 1,137 e 1,138 euro al litro. Ma, secondo i dati comunicati dal ministero delle Attività produttive, quattro compagnie hanno già sfondato quota 1,140 euro negli impianti stradali: si tratta di Api, Fina e Tamoil che suggeriscono ai propri distributori un prezzo pari a 1,142 euro, mentre Erg propone 1,141.
Livelli mai raggiunti prima che si avvicinano pericolosamente alla soglia di 1,160 euro al litro e che spingono le associazioni a protestare contro gli aumenti. Per questo motivo l?Intesa dei Consumatori (di cui fanno parte Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) ha deciso di scendere in piazza, manifestando a piazza Montecitorio. La denuncia dell?Intesa è chiara: ?la situazione, invece di migliorare, sta peggiorando?. E cifre alla mano l?associazione ricorda che ogni automobilisti paga tra i 5 e i 6 euro in più rispetto all?inizio del 2004. Così per arginare la corsa dei prezzi i Consumatori hanno presentato cinque richiesta specifiche: delle immediate misure fiscali per sterilizzare gli aumenti, pari a un bonus di almeno 3,5-4 centesimi al litro; una commissione parlamentare d?inchiesta per monitorare il settore e garantire così delle misure legislative che rendano trasparenti i prezzi dei carburanti; il via libera alla vendita dei carburanti da parte della grande distribuzione; il completamento della riforma della rete distributiva. Inoltre l?intesa ha anche annunciato di inviare una lettera a Palazzo Chigi per chiedere l?intervento diretto del premier Silvio Berlusconi.
In particolare a sollecitare un azione sul fisco è anche Paolo Landi, segretario generale dell?Adiconsum, che propone al governo di fiscalizzare 3 centesimi dal prezzo industriale delle benzine. La manovra, secondo Landi, servirebbe a impedire un?inflazione da energia, riportando il prezzo industriale dei carburanti a 6 mesi fa. Per il governo, continua il segretario, non ci sarebbe una perdita di introiti, bensì un semplice ?non aumento? a tutto vantaggio dell?economia e del potere d?acquisto. In sei mesi, infatti, il prezzo al distributore è aumentato di 10 centesimi al litro passando da 1,05 a 1,15 euro. Di questi aumenti, circa il 70% è andato allo Stato, tra imposte e tasse, e il 30% ai petrolieri e alla distribuzione. Con questi aumenti, conclude Landi, sono evidenti le ripercussioni e le conseguenze sull?inflazione, l?aumento nel costo dei trasporti e nella circolazione delle merci e delle persone.
Dal canto loro le compagnie petrrolifere non ci stanno a finire sul banco degli imputati. La compagnia Q8, in particolare ha rifatto i calcoli, sottolineando come i prezzi siano aumentati meno di quanto siano cresciuti accisa, materia prima e Iva. La Q8 rileva infatti che in media, da dicembre 2003 ad oggi, l?accisa è aumentata di 17 centesimi di euro al litro, il costo della materia prima di 105 centesimi e l?Iva di 24 centesimi. Quindi, spiega la compagnia, a fronte di un aumento complessivo dei costi di 146 centesimi, il prezzo al consumo della benzina Q8 è aumentato di soli 99 centesimi, con un mancato recupero di 47 centesimi. La compagnia petrolifera respinge quindi le accuse secondo cui i prezzi vengono rapidamente ritoccati solo verso l?alto e ricorda ai consumatori che si può risparmiare scegliendo forme più convenienti come i self-service.
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