31 Marzo 2006

Benzina: aumenti a raffica, supera quota 1,3 euro

Dopo il rialzo annunciato mercoledì dall`Agip anche Api e Ip hanno ritoccato i listini e ieri si sono adeguati tutti gli altri marchi

Benzina: aumenti a raffica, supera quota 1,3 euro; I consumatori: “Basta favori alle compagnie, carburanti ai supermercati come in Francia e in Germania, si risparmierà“

Roma Nuova raffica di aumenti per la benzina. Dopo il rialzo di ieri annunciato dalla Agip, e dopo lo strappo sopra quota 1,3 euro al litro operato da Api e Ip, anche le altre compagnie si sono allineate ed hanno ritoccato al rialzo i propri listini.La Esso si è portata per la verde con servizio appena sopra gli 1,3 euro al litro, a 1,301 con un rialzo di 0,029 euro. E, secondo il consueto monitoraggio del ministero delle Attività produttive, ad essersi adeguate al rialzo del prezzo del petrolio sono state anche la Erg (1,298 euro al litro, +2 centesimi rispetto ai prezzi consigliati fino all`altro ieri), la Shell (1,299 contro 1,277 precedenti), la Tamoil (1,299 euro al litro, +3 centesimi) e la Total (anche in questo caso 1,299 contro 1,279 del 29 marzo).Le associazioni dei consumatori sono già sul piede di guerra. “L`aumento di altri due centesimi al litro della Erg e dagli altri marchi, non fa che dimostrare, ancora una volta, che le compagnie petrolifere usano la doppia velocità per aumentare e diminuire i prezzi della benzina. Solo per quest`ultimo incremento si avrà un aumento di 30 euro all`anno per i pieni di benzina“ – accusa Federcosumatori. La politica della compagnie – chiosa polemicamente l federazione – “si può comprendere poiché ogni centesimo di aumento fa guadagnare loro 20 milioni di euro al mese“. “Meno comprensibile è invece la quiescenza colpevole del governo che permette tutto questo poiché lucra non solo sulle tasse di produzione (le accise), ma anche sull`Iva al 20\% che permette all`esecutivo di guadagnare sugli aumenti del carburante senza fare alcunché: siamo arrivati a 3 miliardi di euro all`anno“.Federconsumatori chiede quindi non solo meccanismi di “calmieramento che riducano l`accisa, ma anche la modernizzazione della rete di distribuzione dei carburanti che potrebbe portare diminuzioni di prezzo di 7-8 centesimi al litro“. Riducendo i prezzi dei carburanti si possono infatti ridurre anche i costi di trasporto di beni di largo consumo. Anche il Codacons attacca. Di fronte ai nuovi rialzi del prezzo della benzina “è indispensabile intervenire con misure strutturali“, aprendo innanzitutto la vendita alla grande distribuzione. L`associazione dei consumatori ritiene infatti necessaria la creazione di una “cabina di monitoraggio per verificare l`andamento dei prezzi, con sanzioni severe che puniscano gli speculatori e fungano da deterrente“. L`accelerazione del processo di modernizzazione della rete distributiva sullo stile di Francia e Germania determinerebbe – secondo i consumatori – un risparmio di 5-6 centesimi di euro al litro.Le compagnie si difendono: i prezzi si stanno alzando a causa delle nuove tensioni politiche con l`Iran, che ha respinto la richiesta dell`Onu di bloccare il programma di arricchimento dell`uranio. A Londra il Brent di maggio è salito di 53 cent a 66,08 dollari il barile con un picco a 66,20 e un minimo a 65,27. Rialzi anche a New York, dove il greggio è a 66,55 dollari.

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