26 Ottobre 2009

BENZINA: AUMENTA MENTRE PETROLIO CALA, IRA CONSUMATORI/ANSA

 
 
CODACONS, DA RIALZI 120 EURO IN PIU’ ANNO. GREGGIO SOTTO 80 DLR

           
            (ANSA) – ROMA, 26 OTT – "Indignazione, sconcerto,
scandalo". Sono questi i termini usati dalle associazioni dei
consumatori per tornare all’attacco sul tema del prezzo della
benzina: i nuovi rialzi "indignano" e sono ingiustificati
visto che, dicono i consumatori, le quotazioni del petrolio sono
in diminuzione. Il petrolio, infatti, anche oggi ha viaggiato
sotto quota 80 dollari sui mercati internazionali. Al
distributore invece Erg, Esso e Q8 hanno ritoccato all’insù i
listini. E la polemica sul caro-benzina torna a tenere banco.
   RIALZI – Secondo le rilevazioni quotidiane di Staffetta
Quotidiana, infatti, nel weekend Esso ha aumentato di 3
millesimi il prezzo di benzina verde e gasolio. Rialzi più
significativi da parte di Erg e Q8 (tra i 6 e i 10 millesimi). I
prezzi della benzina applicati da Agip, Total e Tamoil sono
invece al di sotto di 1,32 euro al litro.
   AUMENTI INGIUSTIFICATI – Adusbef e Federconsumatori parlano
di aumenti ingiustificati: "é scandaloso – sostengono le due
associazioni dei consumatori – che tali aumenti si registrino
nel momento in cui c’é una maggiore valutazione dell’euro sul
dollaro, nonché un calo del prezzo internazionale del petrolio.
Questioni che – concludo le due associazioni – dovrebbero
determinare non aumenti, bensì riduzioni".
   Il Codacons, intanto, valuta in 80-120 euro l’anno la maggior
spesa che gli automobilisti dovranno affrontare a causa dei
rialzi. E sottolinea: "L’Italia è ai primi posti della
classifica europea sul fronte del caro benzina". Secondo i
rilievi dell’associazione, infatti, in Italia un litro di verde
costa molto di più rispetto al prezzo di 1,229 euro applicato
in Francia, all’1,302 della Germania, all’1,072 in Austria e a
0,873 euro al litro in Romania. I consumatori chiedono dunque al
Governo "quali misure intenda adottare in favore dei cittadini
italiani, i più penalizzati".
   PETROLIO – Sul fronte degli scambi internazionali del
petrolio, intanto, il presidente dell’Autorità per l’Energia,
Alessandro Ortis, rileva che "quello del petrolio non è un
mercato, al massimo un settore, una piattaforma". Per il
presidente dell’Authority l’Europa deve "intervenire,
‘svegliando’ l’Agenzia internazione per l’energia e stabilendo
nuovi rapporti con i Paesi produttori". (ANSA).
 

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