19 Marzo 2010

Benzina, aumenta lo “stacco”

La differenza tra il prezzo industriale in Italia e la media europea sale a 4,5 cent. Verde sopra quota 1,4 euro. I consumatori attaccano. Up si difende

DA MILANO
A due settimane dal weekend di Pasqua torna a correre il prezzo della benzina, che nei distributori Agip e Shell ieri ha superato quota 1,4 euro al litro, toccando il prezzo più alto dall’8 ottobre 2008. Secondo la Staffetta Quotidiana sul rincaro pesa il forte rialzo dei prezzi dei prodotti raffinati sul mercato del Mediterraneo registrato alla chiusura di martedì. In particolare Eni ha ritoccato all’insù di 1,5 centesimi i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Il prezzo della verde si attesta ora a 1,409 euro al litro, quello del gasolio a 1,236 euro. Aumentano i prezzi e non accenna a diminuire lo «stacco», la differenza tra il prezzo industriale medio dei carburanti in Italia e quello medio euro- peo. Dall’ultima rilevazione della Commissione Ue si evidenzia come il differenziale con la media europea è di 4,5 cent al litro. In Italia il prezzo industriale medio della benzina, al netto delle imposte, è pari a 0,563 euro al litro, contro una media nei Paesi dell’Ue a 16 di 0,518: lo stacco, che a inizio gennaio si era ridotto sotto i 2 cent, torna ad ampliarsi.
E coi rincari tornano all’attacco le associazioni dei consumatori. «Gli ultimi aumenti dei prezzi potrebbero costare agli automobilisti 180 euro in più all’anno», denuncia il Codacons. «Il Governo – dice il presidente Carlo Rienzi – non può restare a guardare. Il ministro Scajola, aveva promesso interventi sul fronte dei carburanti che, finora, non si sono visti. È necessario liberalizzare il settore, aprendo alla vendita presso la grande distribuzione e riducendo la pressione fiscale sul prezzo finale del carburante». Si difendono i petrolieri. L’aumento dei prezzi dei carburanti di questi ultimi giorni «è stato ampiamente giustificato dall’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati rilevati dal Platts, risultati in forte ascesa», afferma l’Unione petrolifera, segnalando come «in altre importanti realtà europee gli aumenti dei prezzi dei carburanti in questa settimana siano stati ben superiori. In Germania la benzina ha mostrato rincari di circa 6 centesimi». Sempre l’Up registra anche una flessione dei consumi petroliferi italiani nel mese di febbraio pari al 5,6 % (-329.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2009, attestandosi a 5,5 milioni di tonnellate.

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