9 Agosto 2012

Benzina ancora su «Stangata sulle ferie»

Benzina ancora su «Stangata sulle ferie»

ROMA L’ aumento dei prezzi della benzina, arrivata a 3 cent dal record dello scorso luglio, equivale a una «maxi-stangata da quasi 400 milioni di euro». È il calcolo del Codacons, che parla di «ecatombe sulle vacanze degli italiani». «Puntualmente – osserva l’ associazione – in occasione dell’ esodo degli italiani, i prezzi dei carburanti si infiammano, svuotando le tasche dei cittadini in movimento per le vacanze, e riempiendo le già ricchissime casse delle compagnie petrolifere. Oggi per un pieno occorre sborsare oltre 12 euro in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per una stangata complessiva che sfiora i 400 milioni di euro, a carico degli italiani che hanno scelto l’ automobile per raggiungere le località di villeggiatura». Bollino rosso? Magari Del resto, oltre la metà degli italiani alle vacanze quest’ anno ha rinunciato. «E sarà pure paradossale, ma noi ci auguriamo vivamente che questo fine settimana sia realmente da bollino rosso, poichè questo significherebbe che almeno a cavallo di Ferragosto le famiglie italiane godrebbero di una meritata vacanza», auspicano Rosario Trefiletti e Elio Lannutti di Federconsumatori, che però aggiungono: «Abbiamo tuttavia dei dubbi che ciò avvenga, visto che tutte le negative previsioni sul settore turistico sono state sinora purtroppo confermate, registrando un calo vistoso rispetto al già negativo dato del 2011 e attestandosi a un 33-34% di presenza turistica delle famiglie italiane». «Serve una svolta» Quindi, osservano Trefiletti e Lannutti, «mentre da un lato ci aspettiamo forti sconti e agevolazioni sia nell’ accoglienza che nei servizi turistici, dall’ altro è più che necessario invocare una svolta in economia. La crisi economica sta fortemente condizionando la spesa delle famiglie e modificando in peggio i loro comportamenti. E tutto ciò ha effetti negativi sull’ intera economia: un mercato così depresso comporta chiusure di attività produttive, casse integrazioni e licenziamenti. Risultato? Famiglie più povere». © riproduzione riservata.

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