Benzina ancora da record
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fonte:
- Il Mattino
Ischia . Benzina ancora da record sull’isola verde, dove nella giornata di ieri il rialzo si è spinto a quota 1,703 euro per litro. Questo il prezzo esposto da tutti i distributori isolani con marchio Agip. Non è la prima volta che Ischia figura nella top ten delle località italiane con i costi più elevati per l’acquisto di carburante da trazione. E se negli anni scorsi, il primato a livello nazionale è stato colto in più occasioni, quello di ieri risulta secondo in classifica, ma solo se comparato al prezzo per litro che nella stessa giornata si è registrato in un’altra piccola isola, peraltro interessata da ben altri problemi, e cioè Lampedusa, 1,800. Una massa circolante di almeno venticinquemila autovetture e dodicimila veicoli a due o tre ruote, questi i destinatari dei continui rincari dei carburanti a Ischia. Perchè con la benzina aumentano anche gasolio, ma soprattutto il gas. Sull’isola la rete del metano copre solo il 6% delle abitazioni e delle attività produttive. Diffusissimo resta l’uso del propano, e per 15 chili di gas si arriva a pagare fino a 25-26 euro a bombola. Il business è insomma di quelli grossi. E se al parco veicoli circolanti tutto l’anno sull’isola si aggiungono quelli dei turisti e dei proprietari delle seconde case per le vacanze, il quadro diventa ancora più completo. Il fenomeno degli aumenti incide inoltre anche sul portafoglio dei diportisti e di chi a Ischia possiede una barca. Fare benzina sull’isola alla fine costa di più che nei porti napoletani e della terraferma, come fa notare fra gli altri uno dei più attivi rappresentanti della categoria. Secondo Lino Ferrara, presidente dell’Unione armatori da diporto, «è assolutamente sconsigliabile per tutti i diportisti fare il pieno sull’isola, se non in caso di effettiva necessità». Ferrara calcola infatti che in media per una imbarcazione di medie dimensioni, fare il pieno sull’isola costa in media fino a 15-20 euro in più. Per questo protestano automobilisti e consumatori. E si preoccupano non poco gli amministratori locali, consapevoli dell’immancabile effetto domino che si riversa sui prezzi di tutti i generi di largo consumo. È il caso del sindaco di Forio, Franco Regine, che ieri, in una lettera al Codacons, ha chiesto l’intervento del ministero delle Infrastrutture, del governatore Caldoro e del prefetto di Napoli. Da parte dei distributori la giustificazione all’aumento del prezzo della benzina è sempre la stessa. «Sugli aumenti per quanto riguarda la realtà isolana – dicono – ogni volta incide in proiezione quasi geometrica, il maggior costo del trasporto dalla terraferma all’isola. E poi il problema è quello delle accise imposte dallo Stato che incidono per un buon 70% sul prezzo totale delle benzine». Un circolo in apparenza vizioso, dal quale sembrerebbe impossibile uscire. Meccanismi economici ai quali diventa sempre più difficile sottrarsi, perchè i rincari del «bene benzina» – qui come altrove – sono costanti e soprattutto frazionati in maniera tale da non scatenare la rivolta degli automobilisti. Non se ne dicono certamente convinti consumatori ed associazioni di cittadini. Le stesse che, in ogni occasione, non mancano di denunciare quelle che vengono definite «speculazioni». Ogni mese scatta qualche aumento. Pochi centesimi ai quali oramai neppure si fa caso, quando si è in coda davanti al distributore. Ma alla fine dell’anno, la differenza si fa notare e come. «Come nel resto d’Italia, anche se qui in maniera più scandalosamente marcata – denunciano dai loro blog quotidiani i rappresentanti isolani del movimento di Beppe Grillo – gli aumenti più significativi della benzina scattano in prossimità dell’estate. Un meccanismo subdolo questo, che si basa sulla disattenzione e del bisogno di mobilità di tutti noi cittadini, quando si avvicina il periodo delle vacanze». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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