6 Marzo 2012

Benzina, altri rincari: vicina quota 2 euro

Benzina, altri rincari: vicina quota 2 euro

Non c’ è tregua per le famiglie e le imprese italiane alle prese con gli aumenti dei prezzi della benzina. Nell’ ultimo weekend sono scattati nuovi rincari, ed è stato così bruciato un nuovo record a 1,827 euro al litro. Una situazione che allarma i consumatori, secondo cui ormai gli automobilisti spendono ben 14 euro in più al mese per due pieni di carburante. In Campania dove come in altre regioni il prezzo del carburante è maggiorato dalle accise per ripianare i conti della sanità, la soglia storica dei due euro è sempre più vicina. A mettere mano al listino, nel fine settimana, secondo le rilevazioni di Quotidiano energia sono state tre compagnie: Q8 ha rialzato di 0,5 centesimi il prezzo della benzina, Tamoil di 0,5 centesimi la verde e di 0,3 centesimi il diesel, Shell di 1 centesimo entrambi i prodotti. Tamoil ha così centrato il nuovo record di 1,827 euro al litro, anche se sul territorio si registrano anche punte di 1,92 euro al litro. Nella media nazionale, invece, la benzina è sempre attorno a 1,82 euro, mentre il diesel è ad un soffio dalla soglia di 1,76 euro. A pesare è come sempre il prezzo del petrolio, con il Wti che viaggia intorno a 107 dollari al barile e il Brent ben sopra i 123 dollari. «Non è più possibile andare avanti in questo modo», protestano Adusbef e Federconsumatori, che parlando di «ricadute estremamente pesanti: dall’ inizio dell’ anno ogni automobilista, per due pieni al mese, paga 14 euro in più. Rispetto allo scorso anno, gli aumenti registrati sono pari ad addirittura 40 giorni di spesa alimentare di una famiglia media». Per calmierare i prezzi, allora, «è necessario partire da interventi sul fronte della tassazione», con l’ introduzione dell’ accisa mobile ed evitando «con ogni mezzo di far scattare l’ ulteriore aumento dell’ Iva da settembre 2012». Il Codacons punta il dito contro il governo, sottolineando che con questi prezzi per lo Stato c’ è un «guadagno miliardario». Secondo l’ associazione dei consumatori, «di sola Iva, senza considerare le accise, lo Stato guadagna per ogni litro di verde 31,70 centesimi di euro contro i 25,90 centesimi che guadagnava lo scorso anno, ossia 2 euro e 90 centesimi in più a pieno ed oltre 69 euro in pi- all’ anno per ogni automobilista italiano». Ma i continui rincari della benzina rischiano di stravolgere il carrello della spesa: le ricadute sui prezzi di cibo e bevande superanno i 200 euro l’ anno, denuncia la Cia, Confederazione italiana agricoltori. Secondo gli agricoltori con benzina e gasolio ormai stabili rispettivamente sopra 1,80 euro e 1,70 euro al litro, l’ aggravio di spesa sull’ anno è di quasi 450 euro a famiglia solo per i costi diretti; forti quindi le ricadute su cibo e bevande, considerato che il trasporto incide sul prezzo finale dei prodotti agroalimentari per il 35-40%. Rialzi dei carburanti che, sottolinea la Cia, mettono ko i bilanci delle famiglie ma anche delle aziende: in meno di 2 anni i listini del gasolio agricolo sono aumentati del 130%, pari ad un costo aggiuntivo di oltre 5 mila euro ad impresa. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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