“Benzina alle stelle, la Libia non c’ entra”
-
fonte:
- La Sicilia.it
Catania. Ora lo chiamano "effetto Libia". In passato è stato l’ "effetto crisi" o l’ "effetto Bin Laden". Sta di fatto che ogni occasione sembra buona per far schizzare alle stelle il prezzo dei carburanti. «Quello che ci vendono è in giacenza nei serbatoi da un anno», racconta un benzinaio all’ automobilista sconsolato di fronte ai prezzi: 1,594 euro/litro per la verde e 1,467 euro/litro per il diesel. Le giacenze in vendita, quindi, sono state acquistate a prezzi inferiori. «Anche in questo caso, entrano in gioco manovre speculative sulle spalle dei consumatori – denunciano le associazioni dei consumatori – Le evidenti tensioni che stanno determinando un rialzo delle quotazioni del petrolio non possono in alcun caso avere ripercussioni così immediate e ingenti sui listini dei carburanti alla pompa, poiché la benzina che viene venduta oggi sulla rete italiana è stata acquistata dalle compagnie petrolifere mesi fa a prezzi decisamente inferiori. Occorre poi aggiungere che quando benzina e gasolio rincarano in modo così pesante, le ridiscese dei prezzi sono lentissime». «Abbiamo ricercato i dati relativi ai prezzi della benzina quando il petrolio quotava 100 dollari al barile, come in questi giorni – hanno indagato le associazioni – Ebbene, il prezzo della benzina si aggirava attorno a 1,38-1,39 euro al litro» contro i quasi 1,6 euro di questo giorni. Anche confrontando i prezzi industriali, «il differenziale è di ben 10 centesimi, cioè tra i 59 centesimi al litro del 2008 ai 69-70 centesimi attuali». Aggiustando ulteriormente al cambio euro-dollaro, il divario resta «del tutto incomprensibile», pari di circa 6 centesimi al litro. «A questi calcoli – proseguono – aggiungiamo una considerazione: ogni centesimo di variazione comporta 13 milioni di euro mensili in più nei ricavi dell’ intera filiera petrolifera. Siamo perciò di fronte a 78 milioni di euro in più al mese, pari a 936 milioni di euro all’ anno, che qualcuno ricava a discapito degli automobilisti». Aumenti che, secondo le associazioni, avranno pesanti ricadute sulle famiglie. «Calcoliamo che gli incrementi dei prezzi alla pompa avranno ripercussioni pari a 210 euro annui a famiglia: 90 euro per i rifornimenti di carburante, 120 euro per costi indiretti, in particolare bollette energetiche e prezzi dei prodotti trasportati». Per questi motivi Adoc, Codacons, Movimento Difesa dei Cittadino e Unione Nazionale Consumatori chiedono all’ Antitrust "di attivarsi per fermare le speculazioni, e invitano l’ Eni a assumersi il ruolo di «impresa calmieratrice del mercato» e il governo ad adottare il meccanismo della cosiddetta «accisa mobile». Qualcosa sembra muoversi. Ieri la commissione prezzi del Senato ha convocato in audizione l’ Unione petrolifera. Ma la corsa della benzina non si ferma, con i prezzi che si avvicinano pericolosamente, in alcune aree del Paese, verso la soglia mai raggiunta di 1,6 euro al litro. Ben cinque marchi, a partire dal market leader Eni, hanno rimesso mano ai listini, aggiustandoli al rialzo, con aumenti che lo stesso cane a sei zampe definisce «inevitabili» anche per i prossimi giorni, alla luce della perdita di 1,2 milioni barili di petrolio prodotti dalla Libia e al rialzo del greggio alternativo immesso sul mercato dagli altri Paesi produttori. Il prezzo medio della verde è così arrivato ad un massimo di 1,557 euro al litro, ovvero ad un solo millesimo di differenza dal record storico di 1,558 toccato il 12 luglio del 2008. In molte zone del Paese, il record è stato però già abbondantemente infranto. Dove la concorrenza è minore e dove vige, in molte Regioni, l’ addizionale di oltre 2 centesimi, la benzina raggiunge punte massime di 1,594 euro al litro. L’ opposto si verifica invece nel Nordest, dove, grazie alla presenza di distributori no logo e della grande distribuzione che spinge sulla concorrenza, le compagnie si mantengono mediamente attorno a 1,54 euro al litro, con punte minime anche a ridosso di 1,5 euro al litro.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: antitrust, Benzina, carburanti, cirsi, compagnie petrolifere, diesel, gasolio, libia, Petrolio, Prezzi
