26 Febbraio 2008

Benzina alle stelle, consumatori infuriati

Benzina alle stelle, consumatori infuriati
L`Eurispes che contesta all`Istat il dato sul carovita

Tre aspetti di uno stesso problema che tiene alta l`attenzione, con l`Eurispes che contesta all`Istat il dato sul carovita. Secondo il primo, in questo breve inizio d`anno una nuova fiammata dei prezzi ha fatto salire l`inflazione all`8% contro il 4,8% su alimentari e beni di largo consumo accertato a gennaio dall`istituto centrale di statistica. Ieri la verde ha raggiunto il nuovo record di 1,413 euro al litro ai distributori Esso, secondo l`aggiornamento dei listini pubblicato da “Quotidinao Energia“. E il ministro dello Sviluppo Bersani ha confermato che il Tesoro sta facendo i suoi conti: “a fine mese“ arriverà l`intervento fiscale, previsto dalla Finanziaria 2008, che ridurrà l`impatto, sulla crescita dei prezzi dei carburanti, determinato dall`Iva. Si eviterà in sostanza l`effetto della “tassa sulla tassa“ che si innesca quando sale il prezzo al dettaglio di verde e gasolio. Purtroppo, ha avvisato Bersani, “non sarà una cifra che incide particolarmente sui prezzi della benzina“. Forse 1 o 2 centesimi, stando alle stime circolate di recente. “Ma bisogna accertarsi ha ancora sottolineato il ministro che vada a beneficio dei consumatori e non delle compagnie petrolifere“. L`affermazione ha suscitato la replica dell`Unione petrolifera: “Trasferiremo qualsiasi intervento di riduzione delle accise“, ha detto il presidente dell`Unione petrolifera. Il carico fiscale sulla benzina in Italia è in media del 58%, inferiore al 61,1% della Francia, al 63,2% della Germania e al 63,5% della Gran Bretagna dove il costo industriale del carburante è però inferiore che da noi. Basterà la defiscalizzazione a tacitare le associazioni dei consumatori? Non sembra. Il Codacons è pronto a scendere in piazza e a ripetere lo sciopero della spesa. “Giorno dopo giorno commenta l`associazione i consumatori spendono oggi, rispetto al 2001, 17,3 euro in più per un pieno di benzina e 22 euro in più per un pieno di gasolio“. Federconsumatori e Adusbef, fortemente preoccupati, chiedono l`impossibile e cioè “uno stop immediato a qualsiasi ulteriore rincaro“. Impossibile perché il prezzo della benzina è liberalizzato e “l`andamento del prezzo del petrolio non è nelle nostre mani. Lo è invece una riforma che ci siuti a ridurre i costi della distribuzione“, conclude Bersani che ricorda la terza “lenzuolata“ rimasta bloccata al Senato. Proprio ieri in un suo rapporto Barclays ha rialzato le stime a 137 dollari/barile al 2015. Ma a preoccupare è anche la frenata dei consumi. L`Istat ha reso noto ieri che il valore delle vendite nel commercio fisso al dettaglio ha registrato, su base annua, un calo dello 0,6% in dicembre e un modesto 0,5% in tutto il 2007. La flessione maggiore (-1,1%) si è avuta nelle vendite dei non-alimentari. Si tratta di una riduzione, dice la Confcommercio, che “preoccupa soprattutto per i riflessi negativi che può avere sulle prospettive di spesa delle famiglie nel 2008 e, quindi, sulla crescita“. L`associazione delle aziende commerciali prefigura “una stagnazione delle vendite, almeno per tutta la prima parte del 2008,a prescindere dal tasso d`inflazione osservato“, conclude Confcommercio. Per Confesercenti “l`eccesso di polemiche sui prezzi degli alimentari“ ha portato a questo “corto circuito“.

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