Benzina, allarme prezzi Scoppia il caso Toscana
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fonte:
- Avvenire
Benzina, allarme prezzi Scoppia il caso Toscana
DA MILANO GREGORIO MASSA L a Regione Toscana firma un accordo con Conad e Coop per promuovere la nascita di impianti nella grande distribuzione, ma l’ idea di aprire nuovi punti vendita del carburante, garantendo prezzi alla pompa più bassi, apre lo scontro con le imprese associate in Assopetroli. È l’ ultimo caso di una vertenza, quella che contrappone petrolieri e consumatori (con istituzioni e gestori come altri attori protagonisti) che va avanti ormai da un paio di mesi e che ha come epicentro un fatto: l’ aumento costante dei prezzi per chi viaggia. La corsa della benzina infatti non si ferma e non si registrano nemmeno segnali che un’ inversione di tendenza possa registrarsi a breve. Pesa soprattutto la quotazione del petrolio, ormai stabilmente sopra i 100 dollari al barile, un valore che preoccupa i Paesi del G20. Nel fine settimana sono arrivati nuovi rincari. Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, Shell ha raggiunto quota 1,825 euro per la benzina, con un rialzo di 0,5 cent, mentre il diesel ha segnato un picco a 1,765 per Ip con un rincaro di 0,6 cent. Quanto peserà tutto questo sulle finanze delle famiglie italiane? Per gli automobi-listi i conti sono presto fatti. Adusbef e Federconsumatori sostengono che dall’ inizio dell’ anno gli incrementi hanno fatto impennare il prezzo di un pieno di ben 5,5 euro, pari a 132 euro di incremento di spesa annua. Il Codacons ha ricordato invece che gli automobilisti italiani continuano ad essere i più tartassati d’ Europa, «sia per le tasse che per l’ assenza di concorrenza ». Ciò detto, il costo dell’ oro nero rappresenta un’ emergenza planetaria. I leader dei 20 Paesi più industrializzati ne hanno preso atto durante il summit a Città del Messico, garantendo comunque «apprezzamento per l’ impegno dei Paesi produttori per garantire le forniture e far fronte alle carenze causate dallo stop delle forniture deciso da Teheran». Intanto, in Italia, fa discutere l’ intesa siglata dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, con due soggetti della grande distribuzione organizzata. «La notizia – ha spiegato Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli- Assoenergia – ha destato grave sconcerto presso tutti gli operatori indipendenti, titolari del 50% degli impianti di distribuzione dei carburanti ». A preoccupare sono sia «la modalità con cui si è deciso di intervenire nel settore, interloquendo soltanto con una categoria di operatori», sia «la revisione della normativa in tema di carburanti, finalizzata ad eliminare l’ obbligo relativo all’ installazione di un prodotto ecologico, gpl o metano, negli impianti di nuova costruzione ». Secondo i firmatari dell’ accordo, invece, adesso è a portata di mano l’ obiettivo di garantire un prezzo di vendita più basso del carburante per i consumatori: si tratterebbe di circa 10 centesimi in meno al litro. C’ è da scommettere che il braccio di ferro andrà avanti nelle prossime settimane, proprio mentre entreranno in vigore le norme sulla liberalizzazione del settore. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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