23 Maggio 2009

Benzina, è allarme prezzi Nuova ondata di rincari: la verde sfiora gli 1,3 euro al litro

 ROMA Benzina sempre più cara. Dopo l’ondata di aumenti giornalieri, in poche settimane la verde è tornata ai livelli dell’autunno scorso, sfiorando ormai in molti distributori gli 1,3 euro al litro. E i consumatori tornano a invocare le liberalizzazioni e ad attaccare le compagnie per quelli che considerano rincari «speculativi» che, a loro giudizio, costeranno agli automobilisti 144 euro in un anno. Ieri il picco di 1,295 euro a litro l’hanno toccato Agip e Tamoil, subito seguiti da altri quattro marchi: Api, Ip, Q8 e Total, che infatti segnano nei prezzi consigliati 1,294 euro al litro. Mentre la benzina più economica è quella della Erg, ferma a 1,269 euro al litro. Anche se è proprio il gruppo genovese ad avere il listino più alto per quanto riguarda il gasolio (1.098 a litro), che rimane comunque poco al di sotto di 1,1 euro al litro per tutte le altre compagnie. I consumatori, che già all’inizio della settimana hanno sostenuto il pressing del Senato sul caro-benzina, sono tornati all’attacco. Nel mirino ci sono le compagnie, nonostante la difesa avanzata dal presidente dell’Unione Petrolifera, Pasquale De Vita, convocato in audizione martedì a Palazzo Madama.  «Che si tratti di aumenti speculativi è dimostrato dal fatto che le scorte di carburanti sono state acquistate dalle compagnie almeno tre mesi fa, quando le quotazioni del petrolio erano decisamente inferiori», ribadisce il Codacons. Un balzo «ingiustificato» che ha alzato, nel giro di poche settimane, di cinque euro il prezzo del pieno per l’auto, sottolinea l’associazione. Per Federconsumatori e Adusbef, anche se il petrolio sale, il suo «lieve aumento è del tutto compensato dall’attuale quotazione in rialzo dell’euro». Elio Lannutti, presidente di Federcosumatori, e Rosario Trafiletti, presidente di Federconsumatori, hanno anche calcolato l’ammontare delle «speculazioni»: «tenendo conto anche dell’attuale cambio euro/dollaro e delle percentuali di tassazione, si aggirano – spiegano – attorno ai dodici centesimi al litro. A causa di queste maggiorazioni ogni automobilista, solo per costi diretti, dovrà far fronte a una maggiore spesa di 144 euro l’anno». Per «fermare i petrolieri e bloccare il rincaro dei listini» le associazioni chiedono l’intervento del governo, dell’Antitrust e della procura. E tornano a indicare le liberalizzazioni come la soluzione ai rialzi. Secondo Lannutti e Trafiletti c’è bisogno di «un serio piano di liberalizzazione della rete di distribuzione».

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