27 Ottobre 2009

Benzina al rialzo col petrolio in calo

  « Scandaloso» . Così le associazioni dei consumatori bollano i nuovi aumenti dei carburanti, a fronte del calo del petrolio (ieri a 78,62 dollari, -2,3%). Erg, Esso e Q8, in particolare, hanno ritoccato ancora i listini all’insù, superando quelli di Agip. Un passo che infrange la consuetudine secondo cui a dettare la linea sia la compagnia di bandiera. Così ad oggi, Agip risulta la più bassa sia su verde che su gasolio e non sembra avere una funzione «calmierante» sui prezzi alla pompa. Erg ha aumentato di 0,6 cent il solo diesel, portandosi a 1,165 euro. Esso ha aggiustato di 0,3 cent sia la benzina (1,316 euro) che il gasolio (1,161), mentre Q8 ha rialzato di 1 cent il prezzo della verde (1,323), e di 0,8 cent quello del diesel (1,167). «Gli aumenti si registrano denunciano A- dusbef e Federconsumatori nel momento in cui vi è una maggiore valutazione dell’euro sul dollaro che ha superato 1,50 e un calo del prezzo internazionale del petrolio, sotto gli 80 dollari al barile».  L’I- talia evidenzia il presidente del Codacons Carlo Rienzi è ai primi posti in Europea sul carobenzina: «Mentre da noi la verde ha raggiunto quota 1,32 euro, in Spagna costa mediamente 1,055 euro, in Francia 1,229, in Germania 1,302, in Austria 1,072, in Gran Bretagna 1,149 euro e in Romania 0,873 euro». Benzina su, dunque, col petrolio che si tiene sotto la soglia degli 80 dollari. Un livello «sostenibile» secondo il presidente dell’Opec , l’angolano Jose Botelho de Vasconcelos «sia per i produttori che per i consumatori, mentre quotazioni più alte potrebbero frenare la ripresa». E se il prezzo del petrolio dovesse tornare a toccare i 100 dollari al barile, l’Opec «aumenterà la produzione per salvaguardare la ripresa dell’economia globale». Così il petrolio rimane sotto osservazione. Non nasconde perplessità il presidente dell’Autorità dell’Energia, Alessandro Ortis, che ieri ha usato parole forti: «Quello del petrolio non è un mercato » e «su questo punto l’Europa può intervenire, svegliando l’Agenzia Internazionale dell’Energia». «La crisi che ancora incombe ha aggiunto è anche una crisi del mercato dell’energia», sottolineando poi che sul mercato del greggio «esiste un cartello codificato, che è l’Opec. I prezzi non sono veri, non ci sono i fondamentali che li guidano su una borsa aperta; tanto è legato alle speculazioni e tanto a politiche di immissione che obbediscono a regole di altra natura. I volumi non sono veri, i barili di carta sono dieci volte quelli reali». Lo stesso discorso vale per il gas, dove «si parla già di un ipotetico cartello. Su questo punto l’Europa può intervenire, svegliando l’Aie in ambito Ocse e stabilendo nuovi rapporti con i paesi produttori». Ortis invoca quindi una «single voice» europea. Una voce unica nel dialogo con i produttori di petrolio e gas. Listini ancora su. Erg, Esso e Q8 corrono più di Agip. Greggio sotto i 79 dollari I consumatori: aumenti scandalosi

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