19 Aprile 2005

Benzina ai massimi solo in Italia accuse ai petrolieri

Roma I ribassi della benzina sul mercato internazionale non si vedono in Italia e i consumatori vanno alla carica contro i petrolieri, invocando anche una commissione d`inchiesta «contro questa vergognosa speculazione». All`inizio di aprile, quando le quotazioni internazionali della benzina avevano registrato un incremento del 25%, un litro di verde sul mercato europeo Platt`s (il prodotto di riferimento nel Vcchio Continente) costava 0,341 euro al litro contro gli 0,289 euro degli ultimi giorni. Si tratta di un calo intorno al 15% pari a 0,052 euro al litro che, come detto, non si è ancora riversato sui prezzi nei distributori italiani. Dopo l`ondata di rincari di inizio mese quando i prezzi alla pompa di un litro di verde sono schizzati al record storico di 1,249 euro – con punte fino a 1,254 toccati in alcuni distributori – le compagnie non si sono infatti più mosse e secondo l`ultima rilevazione del ministero delle Attività Produttive restano sui livelli massimi.
Scorrendo la tabella del dicastero sui prezzi di vendita consigliati dai vari marchi ai propri gestori, tutte le compagnie restano infatti allineate sugli 1,249 euro al litro, fatta eccezione per la Q8 che indica 1,251 euro litro. Stesso meccanismo anche per il gasolio: il prezzo internazionale Platt`s del prodotto è passato da 0,384 euro litro del 4 aprile scorso a 0,353 euro litro. Un calo di 0,031 euro litro che non si è tradotto nella potenziale riduzione sui prezzi alla pompa. Tutti i marchi – secondo la rilevazione ministeriale – restano infatti fermi in una forbice che va da un minimo di 1,136 euro-litro segnato dai distributori Q8 a 1,138 euro litro di tutti gli altri marchi presenti sul mercato italiano.
La situazione manda su tutte le furie Federconsumatori. L`andamento dei prezzi della benzina è«una vergogna totale: serve una commissione d`inchiesta parlamentare per far luce su questo scandalo» afferma il presidente dell`organizzazione, Rosario Trefiletti. Anche perché, aggiunge, il recente rallentamento del greggio «avrebbe dovuto comportare un calo della verde di almeno 4 centesimi, che si sarebbe tradotto in 80 milioni di euro al mese di risparmi». Sulla stessa lunghezza d`onda si sintonizza l`Adiconsum, il cui presidente, Paolo Landi, accusa: «Questa è l`ennesima riprova che non c`è concorrenza. Da una nostra indagine è emerso che nell`ultimo anno i prezzi dell`energia elettrica e del gas sono saliti rispettivamente del 4,6% e del 4,8%. La benzina invece è cresciuta del doppio: questo vuol dire che dove c`è un`authority i prezzi crescono relativamente, mentre dove non c`è un l`impennata è decisamente più accentuata. Proprio per questo motivo il governo dovrebbe mettere le mani nel settore dei carburanti». Il Codacons, infine, è passato alle vie legali, denunciando la situazione a 102 procure della Repubblica.

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