10 Aprile 2010

Benzina ai massimi dal settembre 2008

 

MILANO Il prezzo della benzina vola e nei distributori della Shell arriva a 1,439 euro al litro. Questo livello non si vedeva da settembre 2008 e spinge il governo ad accelerare i tempi della riforma del settore, necessaria per «azzerare entro tre anni il differenziale tra Italia ed Europa». Già annunciate nelle scorse settimane, le misure allo studio del governo arriveranno in poco tempo, ha assicurato il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia. Nei prossimi giorni il ministero deciderà quale strumento utilizzare per varare le novità. Opterà cioè per un provvedimento legislativo, «anche un decreto qualora si trovasse un accordo », o per un protocollo di intesa con le compagnie. Per il Codacons serve la riduzione del prezzo della benzina alla pompa, intervenendo sulle tassazioni per i carburanti e aprendo la vendita nei supermercati. «Queste misure garantirebbero circa 7 centesimi di euro al litro di risparmi», dicono i consumatori. Con l’ installazione dei benzacartelloni nei quartieri delle città e nelle tratte autostradali poi si aumenterebbe la concorrenza tra i gestori della stessa zona e «questo contribuirebbe a far scendere il prezzo fino a 8 centesimi di euro al litro», sostengono i consumatori. «Nel complesso – calcola il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – le misure ridurrebbero la spesa di 450 euro l’ anno di costi diretti e 200 euro di costi indiretti per una famiglia media». I petrolieri sono già «pronti » a siglare, ha assicurato il presidente dell’ Unione petrolifera, Pasquale De Vita che ha parlato di «aggressione totale, anche da parte di giornali e mass media, perchè sembra che sotto Pasqua ci sia stata una grande speculazione sulla benzina». Molti dei punti che saranno contenuti nella riforma sono condivisi dalle compagnie. A partire dalla razionalizzazione e dalla diminuzione del numero degli impianti. Oggi in Italia se ne contano circa 24.000, ha spiegato Saglia, contro i 15.000 della Germania e i 12.000 della Grecia. Per tagliare così drasticamente la rete di distribuzione però, ha precisato Saglia, è necessario trovare un accordo con le Regioni, perchè sono loro ad aver competenza in materia. Anche «quello delle pompe bianche e dell’ ingresso della grande distribuzione nel mercato – ha sottolineato il sottosegretario – sono argomenti che dobbiamo concordare con le Regioni ». Il provvedimento si concentrerà quindi, ha illustrato ancora Saglia, nell’ aumento dei self service (con l’ obiettivo di portarli dall’ attuale 30% all’ 80% della rete), nella trasparenza dei prezzi (con la possibile adozione di prezzi settimanali anzichè quotidiani) e nella diffusione dei prodotti non oil per l’ integrazione del reddito dei gestori. Inoltre per chi dovrà sostenere le spese di chiusura dell’ impianto sarà necessario «un sistema di indennizzo».

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