17 Maggio 2018

Benzina ai massimi dal 2015

l’ agenzia dell’ energia prevede una forte riduzione dei consumi
Francesca Paggio ROMA Il petrolio corre e spinge la benzina al di sopra di quota 1,6 euro al litro, ai massimi dall’ estate 2015. E preoccupati per il “caro-pieno” in estate, sono naturalmente i consumatori, tanto che il Codacons chiede l’ intervento dei Nas per indagare sui rincari dei listini. Stando alle tabelle che il ministero dello Sviluppo economico aggiorna settimanalmente (considerando servito e self, ma anche le differenze tra regioni) il prezzo medio aggiornato al 14 maggio è tornato sopra quota 1,6 euro, portandosi a 1,606, ai massimi dal luglio 2015. Per quanto riguarda il diesel siamo a quota 1,483 euro al litro, ai massimi, in questo caso, dal giugno 2015. Questo vuol dire che per un pieno di benzina di un’ auto di media cilindrata ci vogliono oltre 80 euro, mentre per il gasolio sono necessari almeno 74 euro. Quotidiano energia, che spacchetta i dati su cui viene calcolata la media, indica che in modalità self la benzina costa in media 1,615 euro, mentre in modalità servito la media è pari a 1,739 euro al litro. A pesare sul prezzo al distributore è l’ andamento del petrolio, che da inizio 2018 è aumentato del 17%: un anno fa il greggio americano (Wti) galleggiava intorno ai 50 dollari, mentre quello europeo (Brent) era più o meno a 52 dollari. Da allora il mercato si è risvegliato, grazie ai tagli decisi dall’ Opec e alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Oggi le quotazioni sono in lieve flessione, ma comunque il Wti è ben sopra i 71 dollari e il Brent supera i 78 dollari. Una corsa che si riversa sulle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi nell’ area del Mediterraneo, ma anche sulla domanda generale: l’ Agenzia internazionale dell’ energia ha rivisto al ribasso le stime dei consumi per il 2018: «L’ impennata dei prezzi si farà sentire», ha spiegato. La corsa dei carburanti allarma le associazioni dei consumatori. Il Codacons, in particolare, teme «la speculazione che potrebbe configurare una forma di aggiotaggio»: per questo l’ associazione chiede ai Nas «di verificare come sia possibile che il prezzo alla pompa aumenti al solo annuncio di tensioni in Medio Oriente». Sul fronte più generale dei prezzi, l’ Istat conferma il rallentamento dell’ inflazione allo 0,5% ad aprile (dallo 0,8% di marzo), ma allo stesso tempo segnala i rialzi su base mensile proprio dei prezzi della benzina (+1,6%) e del gasolio (+1,5%) e una «marcata accelerazione tendenziale (da +0,3% a +2,5% la prima e da +1,8% a +3,8% il secondo)».

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