Benzina, accise e bollette infiammano i prezzi al consumo
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fonte:
- La Padania
Il pieno di benzina infiamma l’ in flazione, imponendo altri sacrifici ai cittadini già super tartassati. Il rincaro dei carburanti, su cui pesano accise sempre più elevate, ha spinto nel 2011 il tasso medio d’ inflazione al 2,8%, come non si vedeva dal 2008, anno della "bolla" della materie prime e del record del prezzo del greggio vicino ai 150 dollari. Solo nel 2010 il rialzo medio annuo era stato dell’ 1,5%, dunque quasi la metà. A dicembre, ha comunicato ieri l’ istat, il tasso d’ inflazione è rimasto stabile al 3,3% annuo, mentre rispetto a novembre si registra un aumento dello 0,4%. Nell’ ultimo mese dell’ anno la "benzina"verde" è aumentata dell’ 1,9% su mese e del 15,8% annuo. Il prezzo del gasolio segna un balzo del 5,6% congiunturale e del 24,3% rispetto a un anno fa. Un salasso insomma. Il prezzo dei carburanti, va ricordato, incide pressoché su ogni prodotto presente sugli scaffali, per via dei costi del trasporto. Nel 2011 la voce trasporti ha visto una variazione media annua del 6,2%, il rialzo maggiore da 15 anni. Impennata anche per i costi legati all’ abi tazione 5,2%, complici in questo caso gli aumenti delle bollette. Una tendenza che, visti i recenti aumenti, pare purtroppo destinata a continuare. Secondo l’ ufficio studi di Confcommercio «le dinamiche inflazionistiche italiane continuano ad essere condizionate dall’ evoluzione dei prezzi relativi ai prodotti energetici e, più in generale, a tutto il segmento del trasporto. L’ incremento dello 0,4% registrato nell’ ultimo mese dell’ anno è, infatti, imputabile in misura quasi esclusiva alle dinamiche registrate da questo comparto riflettendo l’ ennesimo aumento dell’ accisa sui carburanti ed alcuni fattori stagionali». Al di là del dato congiunturale, si legge in una nota, «a preoccupare è "l’ eredità" la sciata dal 2011 al 2012 pari all’ 1,3%. Dato che – anche alla luce degli aumenti già decisi per gennaio, delle tensioni in atto sulle materie prime petrolifere, acuite dal deprezzamen to dell’ euro, e dei possibili ulteriori aumenti dell’ Iva – porta ad ipotizzare come anche nell’ anno appena iniziato l’ inflazione continuerà a registrare tassi d’ incremento abbastanza elevati. E questo rischia di acuire le difficoltà di famiglie e imprese nella già difficile fase di congiuntura economica che il Paese sta vivendo». E a gennaio, secondo il Codacons, «dopo tutti gli aumenti verificatosi con il nuovo anno, ci sarà un’ inflazione record, che potrebbe arrivare a toccare il 3,6%. Un valore che, tradotto in termini di costo della vita ed al netto dei futuri aumenti delle tasse introdotti dalla manovra Monti, dall’ Imu all’ Iva, significa una stangata da 1.059 euro per una famiglia media». Da parte sua la Confederazione italiana agricoltori (Cia) sottolinea come «il caro-benzina continui a tenere in tensione i prezzi dei prodotti alimentari (+2,9% a dicembre su base annua) e costringa una famiglia su tre a tagliare i consumi a tavola, complice anche il perdurare di una crisi economica che nello scorso aveva portato a un calo delle vendite agroalimentari tra lo 0,5 e l’ 1,5% e a un cambiamento radicale del carrello della spesa». L’ infiammata che ha fatto registrare i prezzi alimentari, rimarca la Cia, «ha avuto, tuttavia, i suoi riflessi sui consumi. A pagare di più la contrazione della domanda domestica sono stati pane, pasta, carni bovine, prodotti ittici, frutta e vini». Un trend negativo che si è riscontrato per tutto il 2011. Sta di fatto che lo scorso anno, sostiene l’ organizzazione, «una famiglia su tre, appunto, è stata costretta a "ta gliare" gli acquisti alimentari, mentre tre su cinque hanno dovuto modificare il menù quotidiano e oltre il 30 per cento è obbligato, proprio a causa delle difficoltà economiche, a comprare prodotti di qualità inferiore. Analoga la percentuale di chi si rivolge ormai esclusivamente alle promozionì commerciali, mentre sono cresciuti gli acquisti presso gli hard-discount, dove si compra in mondo più conveniente».
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