9 Aprile 2008

Benzina a un passo da 1,4 euro

I prezzi dei carburanti tornano a salire: la benzina verde torna così a ridosso di quota 1,4 euro al litro, non lontano dal suo record storico. Livelli massimi dunque per il carburante nonostante il taglio temporaneo di 2 centesimi sulle accise varato dal governo e scattato il 20 marzo scorso. La verde aveva toccato il suo record il 25 febbraio scorso, quando il prezzo aveva raggiunto quota 1,413, per poi scendere e mantenersi nelle settimane successive sempre vicino o poco sopra agli 1,40 euro al litro, fino a beneficiare dei vantaggi del bonus fiscale. Ma a subire le maggiori accelerazioni, nelle ultime settimane, era stato il prezzo del gasolio, volato a 1,379 euro il 18 marzo. Il gasolio accorcia ora sempre di più la forbice che lo separa dalla verde. La corsa del diesel ha infatti prodotto un costante riavvicinamento dei prezzi di verde e diesel. Attualmente lo scostamento è attorno ai 3 centesimi di euro. Sul piede di guerra le associazioni dei consumatori, dopo i nuovi rialzo registrati dai prezzi dei carburanti. “Il taglio delle accise è un provvedimento del tutto insufficiente – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – e che rappresenta una miseria, consentendo un risparmio di appena 1 euro a pieno. Alla luce dei nuovi rialzi dei listini, appare chiaro come sia indispensabile un nuovo decreto, che innalzi il taglio fiscale riducendo le accise di almeno 8 centesimi di euro al litro. Con la benzina e il gasolio a questi livelli – conclude Rienzi – si profila una stangata di circa 510 euro annui a famiglia: 150 euro annui in più solo per il pieno alla propria auto, a cui si aggiungono, sempre su base annua, 140 euro per il riscaldamento domestico, 80 euro per il gas, 40 euro per la luce, e 100 euro per rincari generalizzati nel settore alimentare“. Critica anche Federconsumatori. Secondo il suo presidente, Rosario Trefiletti, “l`inizio di un serio processo di liberalizzazione del settore, anche attraverso l`allargamento alla grande distribuzione è un processo che avanza troppo lentamente“. L`Adoc chiede invece “un intervento deciso“ del Governo, dal momento che il taglio fiscale non ha sortito alcun effetto e i prezzi della benzina tornano a correre“, commenta Carlo Pileri, Presidente dell`Associazione. In attesa di nuove iniziative, va detto che gli automobilisti napoletani, baresi e genovesi pagano la benzina più cara. A Firenze, invece, si registrano i prezzi più bassi con un litro di verde che costa anche 7 centesimi in meno. A fornire i dati è laFigisc-Confcommercio che ha condotto un`indagine il 19/2 su 1.300 impianti di 10 grandi città calcolando un prezzo medio. In particolare a Napoli, Bari e Genova il prezzo medio della verde viaggia oltre 1,4 euro al litro, ben al di sopra delle altre città. Il motivo dello stacco sta nell`addizionale regionale sull`accisa (0,026 euro al litro) vigente nelle 3 città.

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