8 Gennaio 2010

Benzina a quota 1,35 L’ Antitrust: “Incomprensibile”

 

ROMA – Quindici milioni di euro. Sarebbe questo, secondo il Codacons, l’ ammontare della stangata che colpirà gli automobilisti italiani (una media di 171 euro a famiglia secondo le stime di Adusbef e Federconsumatori) in seguito agli aumenti del carburante. La benzina, dalla vigilia di Natale ad oggi, è volata infatti a quota 1,35 euro al litro. Un rincaro di circa 8 centesimi per tutte le compagnie (che sono nella fascia tra 1,336 euro al litro e 1,352 euro, il picco alla Shell) che ha spinto i consumatori a chiedere le dimissioni del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. "Rincari ingiustificati" Il ritocco dei listini, attuato negli ultimi giorni, ha riguardato tutti i marchi tranne l’ Agip che aveva fatto da apripista martedì scorso, portando il prezzo consigliato tra 1,337 e 1,342 euro al litro. "Tutte le compagnie petrolifere hanno speculato sui prezzi dei carburanti, dando l’ ultima stangata agli italiani ancora in vacanza. Si tratta di aumenti privi di fondamento" lamenta il Codacons , ricordando al ministro Scajola le misure di liberalizzazione, promesse da un anno e ancora inattuate. Prezzi supersonici L’ impennata del prezzo della benzina preoccupa anche il presidente dell’ Antitrust, Antonio Catricalà, secondo il quale "i prezzi scendono con la velocità di una piuma e salgono con quella del razzo. Da un punto di vista razionale non riesco a capire". Una metafora spaziale su cui pesa l’ andamento del prezzo del greggio, che all’ inizio del nuovo anno ha superato quota 80 dollari. Risultato? Maggiori introiti per la filiera petrolifera e minore potere d’ acquisto per le famiglie. Con buona pace dei consumatori.

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