Benzina, a gennaio nuove regole per migliorare rete e prezzi
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA Arriverà a gennaio un nuovo provvedimento per la razionalizzazione della rete dei distributori di carburanti. Lo ha annunciato ieri il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, precisando che si tratterà con ogni probabilità di un disegno di legge delega per ridurne il numero delle pompe e migliorare l’efficienza della distribuzione nel tentativo di ridurre i prezzi.
L’occasione per fare il punto della situazione è stato l’incontro tra Unione Petrolifera e associazioni dei consumatori al ministero dello Sviluppo. Un “match” finito sostanzialmente alla pari, con i consumatori che hanno rinnovato le accuse ai petrolieri di alzare rapidamente i prezzi e di ridurli più lentamente quando scendono all’origine. E i petrolieri a respingere l’accusa, dati alla mano. «E’ un incontro che abbiamo voluto ha spiegato Pasquale De Vita, presidente dell’Unione petrolifera perché da tempo vediamo circolare numeri di cui non riusciamo a capire la provenienza. La doppia velocità dei prezzi è solo una percezione». Gli industriali insistono sul fatto che il raffronto con i prezzi all’origine va fatto con le rilevazioni Platts sui prodotti raffinati, i soli ad essere tenuti i considerazione dal settore, e non sulle quotazioni del greggio (Wti e Brent) poiché sono due mercati con andamenti separati e a volte contrastanti fra loro. Le associazioni dei consumatori contestano questa affermazione. C’ è chi come il Codacons parla di «strapotere dei petrolieri» e chiede un’indagine della magistratura sulla benzina. E chi come l’Adoc chiede «il taglio dell’Iva e delle accise sui carburanti» per attenuare l’impatto dei rincari. La Faib accusa il governo di perseguire «ricette vecchie», visto che la competenza sulla rete è delle Regioni, e chiede il «superamento del differente prezzo alla pompa tra rete ed extra rete e la flessibilizzazione degli acquisti in esclusiva che vincolano i gestori alle compagnie».
Dopo la ristrutturazione degli anni ’90 che portò alla chiusura di circa 2000 piccoli distributori, tra il 2007 e il 2009 si è passati da 22.400 a circa 23.000 pompe (in Germania sono circa 14.800), secondo le stime dell’Unione petrolifera.
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