11 Agosto 2011

Benzina, a Ferragosto stangata da 100 milioni

 
ROMA Il prezzo della benzina deve calare immediatamente. Lo dicono da giorni le associazioni dei consumatori, con il Codacons che stima in 100 milioni di euro la stangata di Ferragosto per il mancato adeguamento dei distributori al crollo delle quotazioni del petrolio. E lo dice anche Paolo Romani, ministro dello Sviluppo che definisce inaccettabile il ritardo delle compagnie nel ribasso. Il greggio, infatti, ha visto crollare le quotazioni internazionali che lunedì sono scese sotto la soglia degli 80 dollari al barile, per poi risalire leggermente e fermarsi ieri sera a New York a 82,59. La benzina avrebbe dovuto seguire diminuendo, secondo la stima di Federconsumatori e Adusbef, di almeno 14 centesimi. Un taglio di questo tipo avrebbe compensato oltre metà degli aumenti dell’ ultimo anno, che secondo le ultime stime della Coldiretti Lombardia, ammontano a circa 20 centesimi al litro e pesano tra 210 e 230 euro l’ anno ad automobilista. Questo salasso ha spinto il Codacons a chiedere a oltre cento Procure il sequestro dei depositi dei grossisti e delle pompe di benzina per supposto aggiotaggio. Alle accuse dei consumatori è seguito il monito di Romani: «E’ necessario un ulteriore e immediato sforzo da parte di tutta la filiera», ha affermato, «prime fra tutte le compagnie, a cui è chiesto di recepire e adeguare con la massima tempestività le variazioni monitorate sui mercati a monte della filiera, onorando l’ impegno più volte preso». L’ invito è stato accolto dall’ Unione petrolifera, che rivendica negli ultimi giorni «ripetute riduzioni dei prezzi interni, probabilmente non ancora percepite dai consumatori». La presa di posizione di Romani non è bastata alle associazioni e il Codacons ha invitato il Governo a «fare qualcosa», come tagliare le accise che pesano per il 60% sul prezzo dei carburanti. Un altro suggerimento riguarda la patrimoniale, da inserire nella manovra correttiva, ma solo a carico delle compagnie petrolifere. Una misura ancora più drastica sarebbe invece allo studio del governo indiano. Di fronte ad aumenti del prezzi del 50% in due anni il ministro per il Petrolio S.Jaipal Reddy avrebbe deciso di ridurre i prezzi. Sarebbero troppe le 64 rupie al litro (0,99 euro) di questi giorni e sono previsti tagli per 1,5 rupie al litro (2 centesimi di euro).

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