3 Settembre 2013

Benzina a 2 euro: è record

Benzina a 2 euro: è record

 

 

Tutto secondo copione. Sulla scia di un possibile attacco alla Siria ecco che, puntuali, arrivano gli aumenti dei prezzi di benzina e diesel, nonostante il calo sui mercati internazionali. Quotidiano Energia e Staffetta Quotidiana rilevano che la verde (ieri) supera 1,88 euro al litro e il diesel 1,77 euro nei distributori Eni (+0,8 centesimi il rincaro nel weekend), con aumenti anche per Ip, Q8 (con il picco di 1,776 sul diesel) e TotalErg. È il quarto giro di aumenti per i prezzi dei carburanti all’ indomani dell’ avvio dell’ effetto Siria, motivati questa volta con l’ impatto sul mercato petrolifero (si teme un balzo di 150 dollari a barile in caso di guerra).STANGATA SUL CONTROESODO Per il Codacons è la classica speculazione dei benzinai sul controesodo estivo, e in alcuni distributori (record a Milano) un litro di verde è a 2,009 euro. Una stangata che colpisce 4,4 milioni di italiani in vacanza a settembre. «Puntualmente, per il controesodo, i prezzi dei carburanti schizzano al rialzo – denuncia il Codacons che ha presentato un esposto alla magistratura – ormai la verde sfiora 2 euro sulle autostrade e in numerosissimi distributori il prezzo alla pompa supera quota 1,960 euro al litro». EFFETTO-CATENA Va da sé che sotto la scia dell’ effetto-Siria, aumentano i prezzi dei carburanti e quindi dei trasporti, con la conseguenza che ogni nuovo rialzo rischia di pesare ulteriormente anche sulla spesa alimentare, con gravi ripercussioni soprattutto in regioni come la Sardegna. Qui i timori di un rincaro sui biglietti aerei e dei traghetti, oltre che sulle derrate alimentari, non sono privi di fondamento. E la Cia, confederazione italiana agricoltori, lancia l’ allarme: la spesa per il cibo, già crollata del 4% nei primi sei mesi dell’ anno, rischia di essere ancor più rosicchiata con la diminuzione del budget destinato dagli italiani alla tavola.NOMISMA Cosa succede lo spiega Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia: «I prezzi sono saliti di 2-3 centesimi ma sono ancora a un livello di 10 in meno rispetto ai massimi di un anno fa: registriamo oscillazioni con variazioni fino a 2 euro al litro della benzina ma anche sotto 1,60 nei grandi supermercati del Nord». Effetto Siria? Secondo Tabarelli «la crisi in corso è importante anche se negli ultimi anni se ne son viste di peggiori. Il rischio di una guerra e il fatto che oggi ci sia molta liquidità nel sistema finanziario fa sì che le banche internazionali abbiano facile gioco a investire e a fare previsioni rialziste sul petrolio, che si autoazzerano». Effetto-rincari che, secondo Nomisma, è passeggero. «I prezzi dovrebbero tornare a scendere un bel po’». Crisi internazionale permettendo. Se scoppia la guerra sarà tutto il contrario. (c. ra.)

 

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