Benzina a 1,4 euro: polemica petrolieri-consumatori
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fonte:
- Giornale di Brescia
ROMAE’ ancora polemica sui rincari dei prezzi della benzina, scattati in prossimità dell’ esodo pasquale. Le associazioni dei consumatori e molti esponenti del mondo politico protestano, mentre petrolieri e gestori respingono le accuse: il governo, intanto, pensa a un decreto a breve per riequilibrare la rete di distribuzione con l’ obiettivo, entro la legislatura, di riportare i prezzi italiani in linea con l’ Europa azzerando la differenza del costo industriale, che attualmente è di circa 4 centesimi. Lo scontro sulla benzina va avanti da giorni: da quando, cioè, tutte le principali compagnie attive sul mercato italiano hanno portato i listini sopra 1,4 euro al litro. Per un pieno di benzina, nell’ esodo pasquale che è partito ieri, ci vogliono quindi circa 70 euro per un’ auto di media cilindrata, mentre lo scorso anno ne bastavano 60. Gli aumenti allarmano i consumatori, con il Codacons che presenta un esposto a 104 Procure ipotizzando il reato di aggiotaggio, ma non solo. A muoversi è anche il mondo della politica, che sollecita i petrolieri e gestori a tagliare i prezzi e il governo a scendere in campo con decisione: «E’ ora di finirla con lo strapotere delle compagnie petrolifere», tuona il senatore della Lega Piergiorgio Stiffoni, che invita Palazzo Chigi a «prendere il toro per le corna», parlando di «trust tra le compagnie, la nostra Eni in testa, per imporre prezzi veramente pompati». Secondo Stefano Fassina (Pd) «il caro-benzina è una delle tante amnesie di un governo che abbandona i cittadini al loro destino», visto che «un litro di verde oggi dovrebbe costare molto meno di due anni fa». Stessa destinazione prendono le critiche mosse da Angelo Compagnon (Udc), secondo il quale la riforma annunciata dall’ esecutivo «sembra la scappatoia migliore per non risolvere il problema di fondo». Petrolieri e gestori, però, rispediscono al mittente le accuse. L’ Unione petrolifera ribadisce «l’ assoluta correttezza di comportamento delle compagnie» e smentisce «qualsiasi collegamento o ipotesi di variazioni legate alle festività pasquali». Faib Confesercenti rivendica che i prezzi sono fermi da 15 giorni e Figisc-Confcommercio scende nel dettaglio smontando pezzo per pezzo i calcoli dei consumatori e concludendo che, al limite, la benzina è aumentata 7 millesimi in più rispetto alle dinamiche internazionali. Mentre la guerra dei numeri va avanti, il governo promette soluzioni. Il sottosegretario allo Sviluppo economico, il bresciano Stefano Saglia, annuncia un provvedimento «in questa primavera» che dovrebbe rivoluzionare la rete (chiusura di un «importante numero di impianti con incentivi del governo», più self service, prodotti non-oil, prezzi settimanali) e azzerare quello «stacco» del costo industriale che pone l’ Italia al fanalino di coda in Europa. Saglia rivendica di aver segnalato più volte all’ Antitrust il rischio di cartello, ma, ricorda, il presidente «Catricalà ha detto che non è mai riuscito a dimostrarlo, perché quello che sembra un mercato superliberalizzato in realtà diventa più oscuro e poco trasparente per i consumatori». In ogni caso, osserva, «è un fatto che quando l’ Agip, che ha il 35% del mercato, fa un prezzo le vanno dietro tutti, sia quando sale che quando scende».
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