Benzina +7,9% in 5 mesi
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fonte:
- Gazzetta di Parma
L`inflazione resta inchiodata al 2,3% in maggio per colpa del carburante, anche se il prezzo del petrolio inizia ora a scendere. I consumatori contestano i dati Istat
ROMA – Prezzo della benzina alle stelle e carovita che rimane fermo al 2,3% per il terzo mese consecutivo. A maggio non cambia il copione dell`inflazione fornito dall`Istat, con la zavorra del comparto energia che, insieme ai servizi, impedisce un calo atteso ormai da gennaio. Ed è proprio la benzina, tra le varie voci energy, quella che mostra l`incremento più significativo, con un +7,9% nei primi cinque mesi dell`anno. Dato che però è messo in dubbio dalle associazioni dei consumatori, che in polemica con l`Istituto di statistica riscontrano un aumento molto maggiore e pari al 12%.
Se la corsa dei prezzi dei prodotti alimentari sembra rallentare (+3,1% tendenziale contro il +3,4% di aprile), i beni energetici a maggio hanno subito un`accelerazione per il quinto mese consecutivo, registrando un aumento su base tendenziale dell`1,9%. L`andamento di questo particolare insieme di beni (non si tratta di un vero e proprio capitolo, ma di un aggregato di voci da vari settori, in particolare trasporti e abitazione) risente da un lato dell`andamento favorevole registrato fin qui nei settori regolamentati, che a maggio sono risultati in calo del 3,5% rispetto allo stesso mese dell`anno precedente: in particolare, l`energia elettrica è scesa del 5,6%, mentre il gas ha subito una flessione dello 0,9%.
Ma dall`altro lato si registrano delle spinte al rialzo di origine esterna che hanno alimentato fin dall`inizio dell`anno la dinamica dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (+6,4%). Nell`elenco si trovano i combustibili liquidi per il riscaldamento delle abitazioni (+6,2% su maggio 2003) e soprattutto la benzina, voce «pesante» del paniere, con l`1,8% del totale. La verde, secondo l`Istat, è cresciuta del 2,7% rispetto al mese precedente e del 7,5% su maggio 2003. Nei primi cinque mesi dell`anno, inoltre, l`impennata è stata pari addirittura al 7,9%.
Tutti dati che, però, vengono contestati dalle associazioni dei consumatori, ancora una volta scesi sul piede di guerra contro l`Istituto di statistica. Quella dell`Istat, secondo l`Adusbef, «è una rilevazione bizzarra», dal momento che, dicono i calcoli dell`associazione guidata da Elio Lannutti, «per un litro di verde si spende il 12,1% in più rispetto a gennaio, con un aggravio pari a 7,5 euro a pieno e di 220 euro a famiglia in un anno». Senza contare che, rincara la dose l`Intesa dei consumatori, «nelle elaborazioni dell`istituto non appare in alcun modo rilevato l`impatto che l`aumento della benzina ha avuto sui prezzi dei beni trasportati, che arriva a incidere fino al 10% del prezzo dei singoli beni».
E` intanto cominciata la graduale discesa dei prezzi alla pompa, grazie al calo del petrolio che è tornato sotto quota 38 dollari a New York e sotto i 35 a Londra. Stando alle rilevazioni effettuate dal ministero delle Attività produttive i listini sono tornati più o meno ai livelli di un mese fa.
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