5 Aprile 2013

Benzina, 7 società nei guai per truffa

Benzina, 7 società nei guai per truffa
 

Attraverso una serie di manovre speculative, avrebbero gonfiato i prezzi della benzina in Italia portandoli al livello più alto in Europa: al termine di un anno d’ indagine la Guardia di Finanza e la procura di Varese hanno chiuso l’ inchiesta su sette compagnie petrolifere aperta dopo un esposto del Codacons in cui si chiedeva di verificare se fossero state compiute operazioni illecite nel meccanismo di formazione del prezzo dei carburanti. Inquirenti e investigatori chiamano in causa Shell Italia, Tamoil Italia, Eni, Esso, Totalerg, Kuwait Petroleum Italia e Api: nei loro confronti vengono ipotizzati i reati di rialzo e ribasso fraudolento dei prezzi sul mercato, manovre speculative su merci e truffa. Nel corso dell’ indagine si è proceduto al raffronto con i prezzi praticati negli altri paesi dell’ Ue nello stesso periodo, rilevando rincari medi in Italia maggiori della media. Le accuse sono state respinte dall’ Unione petrolifera che in una nota ha sottolineato come dal provvedimento del gip di Varese «emergerebbero semplici ipotesi investigative che dovranno essere verificate», e dunque «allo stato ogni affermazione in merito alla presunta esistenza di reati accertati e del tutto infondata». Intanto, il Codacons affila le armi legali e lancia sul proprio sito internet una class action alla quale possono aderire «oltre 34 milioni di automobilisti italiani, coloro che negli ultimi 5 anni hanno fatto rifornimento di carburante nei distributori delle compagnie coinvolte».

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