14 Maggio 2011

Benevento, una sfida senza precedenti All’ ombra di un duplice “fattore N”

Benevento, una sfida senza precedenti All’ ombra di un duplice "fattore N"
 

BENEVENTO – Anche qui, come in tutta Italia, di problemi concreti s’ è parlato poco. In compenso, una campagna elettorale dal bioritmo così scoppiettante, tale da ispirare una fortunata rubrica "Oroscopolitico" ) al quotidiano on line Corriere del Sannio , pochi se la ricordavano nel capoluogo sannita. Inaugurata un mese fa da una clamorosa rissa alla presentazione delle liste, s’ è interamente svolta nel cono d’ ombra dello psicodramma collettivo legato a un duplice "Fattore N" . Primo "Fattore N" : Nunzia De Girolamo. Avvocato, 36 anni, pupilla del premier e coordinatrice provinciale del Pdl, tostissima, capace di gesti clamorosi come quello di fidanzarsi col deputato del Pd Francesco Boccia (si sposeranno in settembre), fu catapultata a Montecitorio nel 2008 dopo una breve gavetta tutta svolta ai gazebo di Forza Italia su corso Garibaldi e un tentativo (non riuscito) di entrare in consiglio comunale nel 2006. E’ lei il motore del nuovo centrodestra beneventano. Lei che fa e disfa tutto e che, per dire, ha imposto la candidatura del cinquantunenne avvocato Raffaele Tibaldi, già consigliere comunale del Psi e del Pds, poi transitato nell’ Udeur (primo dei non eletti nel 2006), quando tutti davano ormai per certa quella di Roberto Capezzone, vice coordinatore del Pdl e uomo di destra dura e pura. Capezzone, del resto, dev’ essere per Nunzia un cognome fatale, se è vero quanto ha appena rivelato l’ Espresso: che sarà lei la prossima portavoce del Pdl nazionale al posto di Daniele Capezzone. Da un anno in qua, la De Girolamo è riuscita nell’ intento di far saltare i nervi agli storici leader del centrodestra, Pasquale Viespoli e Clemente Mastella . Lei saliva nella considerazione di Berlusconi, collezionava presenze televisive, rilasciava dichiarazioni; loro, dai diversi purgatori del futurismo pentito e del parlamento europeo, masticavano sempre più amaro. A Benevento gira, e pare una leggenda metropolitana anche se tutti giurano che non lo è, perfino la storia di uno scontro fisico tra Nunzia e Viespoli. Una questione un po’ barocca di precedenze non rispettate e conseguenti spintoni ruvidamente arginati dai bravi dell’ una e dell’ altro. Tutto casualmente documentato da una telecamera della prefettura. Vera o no questa storia, oggi i rapporti non potrebbero esser peggiori. Carmine Nardone Lo dimostra, del resto, il fatto che l’ altro corno del "Fattore N" riconduce al nome di Carmine Nardone, 64 anni, ex parlamentare Pci-Pds, ex presidente assai stimato della Provincia , oggi candidato sindaco per la coalizione-laboratorio nata per impulso di Viespoli e Mastella, nonché di un altro big di qui vicino: Ciriaco De Mita. Proprio lui, il "filosofo della Magna Grecia" , s’ è dato la pena di spiegare ai beneventani il perché dell’ inedito rassemblement, un "patto per il territorio" , nato "dalla necessità di unirsi per affrontare tempi nuovi e diversi" e, tra parentesi, inadatti a esser governati "da una fanciulla molto graziosa e nulla più" . Un tasto, questo, battuto ancora l’ altro ieri da Viespoli: "Non accetto lezioni di politica dalle gonnelle" (Nunzia ha replicato che "le donne portano i pantaloni da quarant’ anni" ). Nei voti di diversi intellettuali, Nardone avrebbe dovuto varare a Benevento un esperimento simile a quello riuscito a Salerno per opera di Vincenzo De Luca. Alcuni di loro sono però rimasti delusi dalla vocazione troppo inclusiva dell’ operazione, che avrebbe smarrito l’ iniziale vocazione progressista e scelto di affidarsi alla vecchia politica. Confezionando così una "cosa" dal sapore "fasciocattocomunista" (copyright Francesco Di Donato, storico del diritto già all’ Università del Sannio, ora alla Parthenope). La candidatura di Nardone, sostenuta da Udeur e Udc, è comunque l’ elemento più spiazzante della contesa elettorale. Non sorprende che su di essa si eserciti il tiro incrociato sia del centrodestra "ufficiale" , sia del centrosinistra, che candida il sindaco uscente Fausto Pepe. L’ ingegner Pepe, 48 anni, è considerato uomo dotato di glaciale selfcontrol . Ceppalonese per scuola, quando Mastella si è ributtato a destra ha compiuto il parricidio rituale. Clemente oggi gli dà dell’ ingrato, lo definisce anzi "un signor nessuno, un modesto ingegnere, un Giuda irriconoscente malgrado sia diventato sindaco grazie all’ Udeur" . Ma va pur detto che gli uomini di Mastella, con qualche alleato dell’ IdV e d’ altra denominazione, un mese fa lo fecero decadere togliendogli la maggioranza in consiglio comunale. Fu l’ unica occasione in cui l’ ingegnere perse il solito aplomb: e, in una specie di riedizione ridotta dell’ epopea laurina dei "sette puttani" , decise di far affiggere per le strade della città le foto dei sei "traditori" , oggi tutti o quasi ricandidati con Nardone. Alla vigilia del voto, Pepe è dato favorito; non pochi, anzi, lo ritengono in grado di passare già al primo turno. La De Girolamo, che perfidamente chiama i nardoniani "anziani" , dicendo che sono "da rottamare" , ha dichiarato che se il centrodestra non andrà al ballottaggio dirotterà i suoi voti sul Pd. Per buona misura, ha diffuso manifesti che riportano una frase di Viespoli del 16 gennaio 2008: "Nardone inadeguato e arrogante" . Ma nessuno può veramente dire come finirà una partita che non ha precedenti. Pepe ha le sue gatte da pelare. I nardoniani gli rimproverano il passato udeurrino rinfrescato in abiti post-socialisti a cura di uno spin doctor d’ eccezione, l’ ex deputato e consigliere regionale Umberto Del Basso De Caro (per De Mita, un cognome che è di per sé indizio certo di doppiezza, e che ha generato il velenoso anagramma: "Umberto dal basso decoro" ). In campo, dunque, tre aggressive corazzate, tutt’ e tre appoggiate da sette liste. Il quarto incomodo è Antonio Medici, sostenuto da una sola lista che si chiama "Ora" (acronimo di "Occorre reagire adesso" ) e mette insieme varie esperienze di associazionismo, dai grillini allo Slai Cobas, al Codacons e altri movimenti. Medico quarantacinquenne, ex assessore nella giunta Pepe espresso da Verdi e Rifondazione, Medici punta sul popolo di facebook e delle mobilitazioni spontanee su temi come l’ ambiente. Giorni fa ha denunciato Pepe per la diffusione tardiva di un sondaggio, e gli ha dato del "berlusconiano" dedito alla politica degli annunci.
 

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