18 Aprile 2019

«Benetti, il capo dei capi»

di NICOLA BIANCHI PER Procura e carabinieri era il «vertice», «l’ organizzatore della compagine associativa egemone al Sant’ Orsola», quello che «sovrintendeva e coordinava tutte le attività dell’ associazione nel settore dei servizi funebri». Ed «impartiva» direttive agli altri «anche con metodo corruttivo». Insomma, «il capo dei capi». Un’ affermazione definita «azzardata» da Gianluigi Lebro, avvocato di Massimo Benetti, una delle due figure chiave, con Giancarlo Armaroli, dell’ inchiesta ‘Mondo sepolto’, sul presunto racket dei funerali. Oltre all’ associazione a delinquere, contestata a 33 dei 74 indagati per i quali il procuratore Giuseppe Amato e il pm Augusto Borghini hanno appena chiuso le indagini, sono diversi i reati contestati a vario titolo (corruzione, falso, dichiarazioni fraudolente). Ma la novità è il riciclaggio (per una «somma in nero di 146.949 euro») allo stesso Benetti, presidente del Consorzio Cif. «Aspettiamo di leggere tutte le carte», predica calma l’ avvocato. Stessa posizione della collega Cesarina Mitaritonna, per Armaroli, amministratore Rip service e altro «vertice» della seconda presunta associazione operante al Maggiore. TELEFONATE. Tra i nomi per i quali presto potrebbe essere chiesto il processo, c’ è quello di Gianluca Valpondi, impiegato dell’ anagrafe del Comune, indagato per rivelazione del segreto d’ ufficio: l’ aver informato Gianluca Babina e Lorenzi Lelli, dell’ agenzia funebre Lelli srl, delle richieste fatte dai carabinieri. «Una leggerezza in buona fede – dice l’ avvocato Piero Fanesi -, senza volontà di sviare l’ indagine e nemmeno di concorrere a nulla». Una posizione «assolutamente marginale». Al dipendente del Comune – per il quale è stato aperto un procedimento disciplinare, attualmente sospeso fino alla chiusura del penale – vengono contestate alcune telefonate con «l’ amico Babina». Due in particolare. La prima partita da Valpondi dove lo stesso esprimerebbe a Babina curiosità sulle richieste ricevute dall’ Arma: «Voleva capire cosa stava accadendo». La secondo ricevuta un paio di giorni più tardi, «dove Valpondi ha risposto in totale buona fede». CODACONS. Tra le tre parti offese nell’ indagine, intanto, c’ è anche il Codacons. «Le famiglie – spiega l’ avvocato Bruno Barbieri – che hanno affidato il funerale ad uno dei due presunti cartelli, possono fare verificare la possibilità di recuperare il prezzo pagato e costituirsi parte civile per chiedere il danno morale e patrimoniale. Faremo ulteriori accertamenti sull’ esistenza di altri casi oltre ai 226 contestati». «La convinzione – chiude l’ avvocato Marco Linguerri, per quattro operatori cimiteriali dell’ inchiesta – è di avere agito nel pieno rispetto dell’ etica e della legalità. Chiariremo tutto in sede di interrogatorio». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox