BENESSERE, CODACONS: DATI ISTAT GIÀ SUPERATI DALLA CRISI DEL 2026. CONDIZIONI FAMIGLIE DESTINATE A PEGGIORARE
RAPPORTO CONFERMA FORTI DISUGUAGLIANZE TRA NORD E SUD ITALIA
I segnali di miglioramento del benessere degli italiani rilevati dall’Istat appaiono purtroppo già superati a causa della crisi economica scoppiata nel 2026, con le nuove difficoltà che gravano sui bilanci familiari destinate a determinare un generale peggioramento delle condizioni di vita della popolazione. A evidenziarlo è il Codacons, commentando i dati sul benessere e sulle condizioni economiche degli italiani diffusi oggi dall’Istat.
Il rapporto dell’istituto di statistica descrive una fragilità economica tutt’altro che risolta e che rischia di aggravarsi ulteriormente alla luce delle difficoltà del 2026. I dati relativi al 2025, infatti, non fotografano le nuove tensioni economiche e gli effetti dei rincari che stanno incidendo sulla spesa quotidiana delle famiglie, riducendo il reddito disponibile e la capacità di acquisto – spiega il Codacons – Quando aumentano le spese incomprimibili, dall’energia ai trasporti, fino ai beni alimentari e agli altri prodotti essenziali, le famiglie con redditi medio-bassi sono le prime a subire le conseguenze della perdita di potere d’acquisto. Il rischio è che i miglioramenti rilevati dall’Istat siano cancellati di netto dalla crisi in corso, rendendo sempre più difficile per milioni di cittadini mantenere condizioni di vita adeguate.
Il Codacons evidenzia poi le forti disuguaglianze a livello territoriale: il rapporto Istat conferma una netta frattura tra Centro-Nord e Mezzogiorno, con le regioni settentrionali che presentano risultati superiori alla media nazionale, mentre nel Sud e nelle Isole prevalgono condizioni peggiori. Campania, Puglia e Calabria registrano valori inferiori alla media nazionale in almeno 10 dei 12 domini del benessere analizzati. Il divario emerge con particolare evidenza sul fronte economico e occupazionale, ma riguarda anche le relazioni sociali e le opportunità di miglioramento delle condizioni di vita – conclude il Codacons.
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