5 Dicembre 2008

BCE:TASSI TORNANO A 2006, MUTUI GIU’, RECORD SPREAD BTP

BCE:TASSI TORNANO A 2006, MUTUI GIU’, RECORD SPREAD BTP
   
RISPARMI SUI PRESTITI FINO A 540 EURO L’ANNO; VOLA CDS SU ITALIA

 
                 (ANSA) – ROMA, 4 DIC – I tassi di Eurolandia tornano ai
livelli della primavera 2006, con un sorprendente taglio record
da tre quarti di punto da parte della Bce.
   E con il costo del denaro al 2,50% cambia lo scenario in cui
si muovono le economie dei Quindici e fra di esse l’Italia, che
può ora guardare a un abbassamento delle rate dei mutui che
dovrebbe alleviare il fardello per milioni di famiglie.
   Ma nonostante il maxi-intervento della Bce, che ha anche
rivisto in peggio le sue previsioni economiche, sui mercati
continua ad imperversare la tempesta, e a farne le spese sono i
paesi di Eurolandia con i conti non ancora del tutto in ordine.
Mentre i prezzi dei titoli di Stato sono balzati (e poi
ridiscesi per prese di profitto) dopo il taglio dei tassi, si è
allargato ulteriormente, fino a raggiungere il record dei 140
punti base, il differenziale (lo ‘spread’) fra i rendimenti
offerti dall’Italia e quelli dei ‘bund’ tedeschi. Una
conseguenza delle difficoltà dei mercati in questo momento, con
molti investitori riluttanti a prendere posizione di fronte alle
forti incertezze economiche, e una fuga dal rischio che ha
spinto i mercati verso il debito sovrano dei paesi considerati
più solidi, come appunto la Germania, a discapito di quelli con
rating inferiori alla ‘tripla A’, come l’Italia. Il ministro
dell’Economia, Giulio Tremonti ha rassicurato sulla qualità del
debito italiani ("sono convinto che alla fine della crisi,
l’Argentina saranno gli altri"), ma sui mercati il ‘costo’ per
l’Italia (ma anche per la Germania) sale, anche per quanto
riguarda i credit-default swap, i contratti con cui i mercati si
assicurano (e speculano) dal rischio d’insolvenza. Il ‘cds’
dell’Italia sulla scadenza a 5 anni ha toccato oggi un nuovo
record a 184,1 punti base, dai 179,5 di ieri, quello sulla
Germania si è spinto al nuovo record di 42,3 punti dai 42,1 di
ieri.
   Il colpo d’accetta ai tassi di Eurolandia da parte della Bce
dovrebbe portare un po’ di sollievo a famiglie e imprese
contribuendo a sbloccare il mercato creditizio, con la crescita
dei prestiti alle famiglie rallentata ulteriormente, come ha
notato Trichet. Ma è sui mutui che si concentrano le
aspettative dei consumatori: Adusbef e Federconsumatori chiedono
che "le banche ora facciano la loro parte, tagliando oggi
stesso dello 0,75% i tassi sui mutui" e consentendo così un
risparmio medio sulle rate dei prestiti a tasso variabile
(ipotizzando un mutuo trentennale da 100.000 euro) di 45
euro al mese (pari a 540 euro l’anno). Parla invece di "una
possibile beffa" l’Adoc, secondo cui chi ha contratto un mutuo
a tasso variabile rischia di non trarre benefici dal taglio Bce,
dato che la rata del mutuo è agganciata all’indice Euribor a 6
mesi. L’Adoc chiede quindi "alle banche di modificare
tale sistema, agganciando il costo del mutuo al costo effettivo
del denaro". Il Codacons, prevede invece "un abbassamento
medio di 400 euro all’anno per chi ha un mutuo a tasso
variabile", a patto che "i tassi interbancari
scenderanno della stessa misura come logica vorrebbe", anche se
"ora la priorità è rappresentata dai mutui a tasso fisso, per
i quali molte famiglie stanno pagando tassi superiori al
6%".(ANSA).

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