10 Ottobre 2009

Bce: “Le riforme economiche non possono essere ritardate”

 Roma. Si accendono sull’Italia le luci della ripresa. L’indice Istat sulla produzione industriale in agosto è migliore rispetto alle previsioni e il super-indice Ocse afferma che Italia e Francia sono in testa nel processo di ripresa. E’ vero che il Centro studi della Confindustria vede una flessione in settembre, ma l’Isae rialza le stime per il terzo trimestre dell’anno. Esaminiamo i dati. L’indice Istat sulla produzione industriale è salito ad agosto del 7% su base mensile, pur denunciando un calo del 14,5% su base annua. Una novità positiva e inattesa è il «boom» della produzione auto in agosto, aumentata del 45,3% rispetto allo stesso mese del 2008. L’Istat precisa però che il forte aumento è dovuto al basso livello produttivo di agosto 2008. Sempre secondo i dati Istat, nel trimestre giugno-agosto 2009, si è registrato un aumento del 4,4% della produzione rispetto al precedente trimestre. Variazioni positive su base mensile, mentre i dati annui sono negativi per i beni strumentali (-25,2%) e per quelli intermedi (-31,8%). Tengono i beni di consumo (-4,6%), ma non quelli durevoli che accusano un calo del 21,7%. Torniamo all’Ocse. Il superindice segna per l’Italia uno scatto di due punti su base mensile, a 10,4 rispetto ad agosto 2008. L’Italia guida la ripresa, seguita dalla Francia. I due punti dell’Italia sono più dell’1,7% dell’area euro. L’Italia fa meglio di Stati Uniti e Giappone e il barometro segna «crescita», anche se l’Ocse invita alla cautela. Il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, ha commentato: «L’economia italiana sta attraversando un aggiustamento senza precedenti, come tutti i Paesi sviluppati del mondo. Alla fine, lo spirito imprenditoriale che è nel Dna di questa nazione prevarrà». Ma non dimentica di raccomandarci le riforme. Nel ruolo di «avvocati del diavolo» troviamo il Centro studi della Confindustria ed anche l’Isae. Per il Csc, la produzione industriale a settembre dovrebbe subire una correzione rispetto ad agosto, che avrebbe segnato un «balzo anomalo» causato da fattori statistici. Tuttavia, il terzo trimestre dovrebbe segnare un incremento del 5,9% sul secondo, che aveva registrato un calo del 3,5%. Si tratta del primo, deciso incremento dopo cinque flessioni consecutive. Sulla base dei dati Istat, l’Isae ha migliorato le previsioni per la fine del 2009. La stima del terzo trimestre è stata riveduta al rialzo per il 5,5% sul secondo. A settembre, però è attesa una correzione. A fine anno, la produzione industriale subirebbe un calo del 16,6% rispetto all’anno precedente. Le reazioni governative ai dati di ieri sono positive. Secondo il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, «gli indicatori dell’Istat e quelli dell’Ocse convergono nel disegnare una ripresa ancora contenuta, ma significativa rispetto ai mesi scorsi». Per il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, il dato Istat «conferma che la ripresa è in corso e potrebbe essere più rapida e consistente di quanto sinora previsto. Non bisogna tuttavia abbassare la guardia e occorre impegnarsi tutti a sostenere il sistema produttivo, aumentando gli investimenti e i consumi, come il governo Berlusconi è impegnato a fare». Moderatamente ottimista anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: «I problemi ci sono e sono elevati, ma vediamo che qualche miglioramento si inizia a scorgere». Secondo Bonanni, le aziende stanno riducendo il ricorso alla Cassa integrazione e questo significa che le cose vanno un po’ meglio». Il sistema ha tenuto e bisogna evitare il terrorismo ed anche i litigi della classe dirigente.  «Finalmente un dato positivo», respira il Codacons, ma si affretta a precisare che la crisi non è finita. E anche se i dati di ieri fossero confermati in futuro, prima che i consumi delle famiglie italiane tornino ai livelli pre-crisi bisognerà attendere almeno fino al 2013.

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