3 Maggio 2002

Bce. L?allarme di Duisenberg

Bce. L?allarme di Duisenberg


«C?è un pericolo di inflazione e il rischio viene dai salari»

Francoforte. Primo euro-allarme sull?inflazione a Francoforte, sede della Banca centrale europea. La nota ufficiale diffusa al termine della riunione del consiglio dei governatori e, in misura ancora più accentuata, alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente Wim Duisenberg nel corso della conferenza stampa, hanno confermato quanto gli addetti ai lavori sostengono già da qualche tempo. Ossia che la Bce comincia a essere seriamente impensierita sia dalle prospettive sulla stabilità dei prezzi che dall?andamento dell?inflazione in Europa, e sta preparando il terreno per una stretta monetaria. Se già il mese scorso dall?Eurotower era stato ammesso che il costo della vita stava calando meno velocemente e intensamente del previsto, ieri, per la prima volta, Duisenberg ha dichiarato che «le prospettive per la stabilità dei prezzi appaiono meno favorevoli di quanto sembrava alla fine dell?anno scorso». Attualmente, ha aggiunto il banchiere olandese, i rischi di pressione sui prezzi sono quindi «più al rialzo che non al ribasso». La Bce, ha proseguito, è rimasta «delusa» dall?andamento di alcuni fattori come i prezzi del petrolio e il changeover dell?euro. L?introduzione della moneta unica, a differenza di quanto dichiarato finora, secondo Duisenberg ha avuto un «impatto sui prezzi più elevato del previsto».
I rischi di pressione sui prezzi sono «più al rialzo che non al ribasso» tanto da suscitare l?allarme delle associazioni dei consumatori. In una nota congiunta Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori denunciano che «aumenti e arrotondamenti hanno mangiato una settimana di stipendio al 47,5% delle famiglie. I nuclei monoreddito arrivano a malapena al 20-21 del mese.
Ma non solo. Parlando del costo della vita, infatti, il presidente della Bce ha ammesso, sempre per la prima volta, di non essere «più così certo come prima che l?inflazione media dell?area euro nel 2002 sarà inferiore al 2%. Le incertezze relative alle nostre valutazioni sono più elevate che mai», ha rincarato poi Duisenberg, rispondendo a chi gli chiedeva se il livello attuale dei tassi fosse appropriato e come mai nel comunicato stampa non apparisse questa affermazione ormai canonica. «I tassi sono appropriati», ha specificato il presidente della Bce, sottolineando di «non poter ripetere ogni volta le stesse cose».
Riguardo alle prospettive di ripresa economica, il banchiere olandese ha precisato comunque di non essere «meno ottimista» di prima. «Non sono nè più nè meno ottimista», ha sottolineato, ribadendo che la crescita del pil europeo raggiungerà il 2-2,5% verso la fine dell?anno e sarà più consistente nel 2003. Roma. L?inflazione ad aprile è scesa al 2,4% dal 2,5% di marzo e febbraio. È la stima provvisoria dell?Istat secondo cui l?aumento mensile dei prezzi al consumo è pari allo 0,3%. In base alle rilevazioni delle città campione, i prezzi al consumo avevano invece segnato un »0,4 per cento mensile con l?inflazione inchiodata al 2,5%. I dati definitivi dell? Istat saranno comunque diffusi il prossimo 16 maggio.
Per quanto riguarda l?indice armonizzato, ha registrato un »0,8% congiunturale ed un »2,6% tendenziale. I tecnici dell?Istat spiegano comunque che il deciso incremento mensile si giustifica con il recupero dei prezzi dopo la fine dei saldi inizio anno (l?indice armonizzato tiene infatti conto anche degli sconti stagionali).
Tra i diversi capitoli di spesa l?incremento mensile più sostanzioso dei prezzi al consumo si è registrato per i trasporti (»0,8%), per i prodotti alimentari e bevande analcoliche (»0,6%) e per gli alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (»0,5%). A livello tendenziale invece gli aumenti più forti sono stati quelli di prodotti alimentari e bevande analcoliche e alberghi, ristoranti e pubblici esercizi, entrambi in rialzo del 4,2%. Hanno segnato invece una variazione negativa il capitolo comunicazioni (-1,6%) e quello di abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,2%). I trasporti, infine, hanno fatto segnare un aumento dell? 1,9% rispetto ad aprile del 2001.
Bruxelles. Nuovo richiamo di Pedro Solbes ai quattro Paesi di Eurolandia – Germania, Francia, Italia e Portogallo – che sono ancora lontani da posizioni di bilancio in pareggio o in attivo: «Gli sforzi che sono stati rinviati negli ultimi anni – ha detto il commissario Ue agli affari economico-finanziari – devono ora essere compiuti, in modo da beneficiare pienamente della cornice di bilancio dell?Unione Monetaria». Nel ricordare che questi quattro paesi hanno ancora disavanzi in eccesso rispetto all?obiettivo di medio termine del Patto di stabilità, Solbes ha concentrato l?attenzione su Germania e Portogallo, che – ha detto il commissario Ue – hanno sollevato particolari preoccupazioni sulle loro attuali posizioni di bilancio visto che i loro deficit si sono avvicinati alla soglia del 3%.

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