8 Settembre 2021

Battuta d’arresto a luglio per le vendite al dettaglio in Italia

Battuta d’arresto per le vendite al dettaglio in Italia a luglio. Un calo su mese dello 0,4% quanto al valore (+0,7% a giugno) e dello 0,7% in volume. L’Istat ha registrato una diminuzione dal mese precedente “dovuta essenzialmente alla dinamica dei beni non alimentari” (-0,6% in valore e -1% in volume), mentre quelle dei beni alimentari sono stazionarie in valore e soggette a una lieve flessione (-0,3%) in volume. Se si confronta, però, il trimestre maggio-luglio 2021 con quello precedente, si registra una crescita delle vendite non alimentari (+0,7%) e un dato invariato per quelle alimentari.

Mentre i dati anno su anno riportano un +6,7% totale in valore (+7,9% a giugno) e un +8,8% in volume. Ma l’entità dell’aumento è “almeno in parte attribuibile ai bassi livelli registrati a luglio dello scorso anno”. In ogni caso, l’incremento è maggiore per i beni non alimentari (+12,3% in volume, +8,5 in valore). “La fotografia delle vendite ci restituisce un’immagine sostanzialmente statica con un andamento ancora cauto per la macchina dei consumi”, ha commentato Carlo Alberto Buttarelli, direttore ufficio studi e relazioni con la filiera di Federdistribuzione. “Nel comparto non alimentare la spinta dei saldi si è esaurita in fretta e gli incrementi registrati nella prima parte dell’estate sono stati compensati dal rallentamento delle ultime settimane. Permane un ritardo sui valori del 2019 di ancora 5 punti percentuali a livello complessivo. Sul versante alimentare invece si delinea un quadro di sostanziale stabilità”.

Tra gli articoli non alimentari si segnalano tendenze positive per gli articoli di abbigliamento e pelletteria, oggetto di una crescita anno su anno del 15,4%, così come per le calzature e gli articoli in cuoio e da viaggio (+12,3%). Meno bene il settore informatica, telecomunicazioni e telefonia (+2,3% sullo stesso periodo del 2020). Per quanto riguarda, invece, i canali distributivi, la maggior crescita sul 2020 appartiene alle vendite nei piccoli negozi (+8,2%), seguita dall’e-commerce (+6,4%). La grande distribuzione si ferma al +5,6%, dato comunque positivo. All’interno di quest’ultimo settore aumenta maggiormente la spesa nei discount con un +7,1%. Un numero che, secondo Coldiretti, “evidenzia la difficoltà in cui si trovano le famiglie italiane che per risparmiare orientano le proprie spese su canali a basso prezzo e su beni essenziali come cibi e bevande, nel tempo del Covid”.

Sulle prospettive autunnali, invece, c’è ancora incertezza. Per Buttarelli di Federdistribuzione “da una parte la campagna vaccinale continua ad avanzare permettendo di scongiurare lo spettro di nuove chiusure e rafforzando le previsioni di crescita economica. Dall’altra non è ancora ben chiaro se le pressioni inflattive che si stanno registrando potranno avere effetti sui prezzi, con ricadute possibili sui consumi”. Per l’Unione Nazionale Consumatori si tratta di “dati deprimenti e sconfortanti. Se l’industria è già ripartita e sia la produzione che il fatturato hanno già recuperato sui valori pre-crisi, per le vendite non si è ancora usciti dal tunnel della crisi. La prova del nove che le famiglie ancora faticano ad arrivare a fine mese e, quindi, gli acquisti restano al palo nonostante le riaperture”, spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unc.

Secondo lo studio di Unc, le vendite di luglio sono inferiori, nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, dell’1,2%, gap che sale al 2,6% per le vendite non alimentari. Unica consolazione è che rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, il divario è colmato e le vendite sono maggiori dello 0,1%, anche se solo per via di quelle alimentari, +3,3%, visto che nel settore non alimentare c’è ancora un abisso da colmare pari al 2,3%. Il Codacons ha comunque messo in evidenza come sia “molto positiva” la ripresa degli acquisti nei piccoli negozi (+8,2% su base annua), ossia quegli esercizi che più di tutti sono stati colpiti dall’emergenza Covid, “ma crediamo che i numeri sulle vendite non siano ancora sufficienti a superare la forte crisi che ha colpito il commercio dallo scoppio della pandemia in poi”, ha detto il presidente, Carlo Rienzi. (riproduzione riservata)

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