Batterio, soia assolta dai test Fazio: “Fuga dai laboratori”
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fonte:
- Corriere della Sera
DAL NOSTRO INVIATO LUSSEMBURGO – Assolti – per insufficienza di prove – i germogli di soia, l’ indagine sul colibatterio riparte quasi da zero: su vegetali, frutta, carni, in sostanza su tutto perché ogni pista viene giudicata possibile. Ma intanto, l’ epidemia sembra ulteriormente stabilizzarsi, dà segni di essere almeno in parte circoscritta: 23 o 24 i morti (il margine di dubbio è legato ai risultati delle ultime analisi); e 2.333 i casi ufficialmente accertati, con una lievissima variazione rispetto all’ altro ieri. Con le stesse analisi di laboratorio che hanno in parte «scagionato» i germogli di soia, si cerca ancora l’ origine di tutto in Germania, focolaio primo della malattia. E negli altri 12 Paesi dove il contagio si è manifestato, buon ultimo il Lussemburgo dove proprio ieri si è registrato un caso: una donna, che come quasi tutte le altre vittime era appena stata nella zona di Amburgo. Nessun contagio, invece, in Italia. Riuniti qui in Lussemburgo per fare un primo bilancio di quanto avvenuto, i ministri della Sanità di tutta l’ Unione Europea prendono atto di una serie di fatti: l’ allarme Ue ha funzionato maluccio, come dimostrato dalla «falsa pista» dei cetrioli spagnoli, e in futuro sarà obbligatorio un «maggiore coordinamento» (parole del commissario Ue alla salute, John Dalli); è anche necessario e giusto prevedere degli indennizzi per gli agricoltori danneggiati proprio dai falsi allarmi; e sarà «molto difficile» risalire in tempi brevi alla fonte primaria dell’ epidemia: lo rilevano apertamente le autorità tedesche, che infatti continuano a predicare la massima attenzione su tutti i vegetali, soia compresa. Nella ricerca del «colpevole» , anche la storia recente può aiutare: «Vi sono state altre epidemie di Esterichia coli, negli anni 90 o 2000 – dice il ministro della Sanità italiano, Ferruccio Fazio- e tutte in aree circoscritte, dove il contagio si era trasmesso non attraverso l’ aria ma attraverso canali ben conosciuti: questo ci suggerisce che anche ora bisognerà insistere nei controlli sanitari a tappeto, e su tutta la catena alimentare, nell’ area della Germania settentrionale dove si è registrato il maggior numero di contagi» . Sull’ origine di tutto, può esserci anche un’ altra ipotesi: «Un errore di laboratorio – dice ancora Fazio – per esempio durante il lavoro per un vaccino, con una manipolazione genetica da cui può essere nato e poi sfuggito un nuovo sierotipo. Ma escluderei comunque l’ ipotesi del bioterrorismo» . Per l’ Italia, il ministro torna a ribadire: «Nessun rischio per frutta o verdura, e neppure per la soia: si possono mangiare, anzi si devono mangiare perché fanno bene. Con la solita raccomandazione che facciamo da sempre: mangiare tutto ben lavato, e lavarsi le mani, insomma osservare le norme di igiene» . Ma non tutti sono d’ accordo con quanto fatto finora: l’ associazione dei consumatori Codacons ha inviato un esposto a 104 Procure della Repubblica, definendo «assolutamente inadeguate e insufficienti» le misure prese dalle autorità sanitarie. Oggi torneranno a parlare del colibatterio i ministri dell’ Agricoltura della Ue. Intanto il commissario Dalli azzarda una prima prognosi: «L’ incidenza dei casi diminuisce giornalmente, indicherebbe che la contaminazione si sta riducendo. Quella che vediamo ora è la contaminazione del passato: ma bisogna restare molto prudenti» . loffeddu@rcs. it © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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