Batterio killer, segnalato in salame di cervo prodotto in Italia
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fonte:
- Velino.it
Roma, 3 giu (Il Velino) – In Italia è stata segnalata la presenza del batterio in un salame di cervo prodotto nel nostro paese, ma dal ministero della Salute hanno definito "improbabile" una correlazione con l’ epidemia in corso ad Amburgo. Il ministro della Salute Ferruccio Fazio, a proposito dell’ infezione di Escherichia coli, ha rassicurato i cittadini dando alcune norme di prevenzione, annunciando due incontri a breve con i ministri dell’ Ue e con gli assessori regionali. No ad allarmismi, ha sottolineato Fazio, in Italia non è stato segnalato nessun caso di infezione (e il sistema di sorveglianza è "efficiente"). E ancora, non devono essere modificate abitudini alimentari, si possono consumare frutta e verdura dopo averle lavate. A chi sta per andare in Germania Nord, il ministro consiglia di osservare le precauzioni. Proprio per contrastare il batterio, è sceso in campo anche l’ Istituto superiore di Sanità, escludendo che si tratti di un ceppo "mutante" e sconsigliando l’ uso degli antibiotici. "La situazione è sotto controllo – ha spiegato Fazio -, non deve generare allarmismi e non deve modificare le nostre abitudini alimentari, a cominciare dal consumo di verdura e frutta cruda dopo averla lavata. Abbiamo allertato le Regioni, le strutture sanitarie e gli uffici sanitari alle frontiere, responsabili dei controlli sulle importazioni alimentari". "Nei giorni scorsi – ha ricordato il ministro -, quando le autorità sanitarie tedesche avevano comunicato che i responsabili della diffusione del batterio potessero essere i cetrioli, ne avevamo sequestrate diverse partite, per un totale di 16 quintali, prontamente dissequestrate quando tutte le analisi hanno dato risultati negativi. Abbiamo un efficiente sistema di sorveglianza sindromica, in grado di segnalare e curare tempestivamente eventuali casi. Sinora non è giunta alcuna segnalazione di infezione da parte di questo ceppo di batterio E.coli, né nella popolazione italiana residente, né in turisti provenienti dalla Germania". Proprio parlando di chi dal nostro Paese è in partenza verso Amburgo, Fazio ha ricordato di osservare alcune precauzioni: "Poiché la quasi totalità dei casi di infezione è circoscritta alla zona di Amburgo, consiglio solo ai cittadini italiani che debbono proprio recarsi nel Nord della Germania di non consumare in loco verdura e frutta crude e di non bere acqua di rubinetto, finché la causa dell’ epidemia non sarà stata accertata". "Queste particolari precauzioni – ha precisato il ministro – non sono necessarie per la popolazione italiana, per la quale sono sufficienti le normali norme igieniche già ampiamente pubblicizzate: lavare le mani, la frutta e la verdura prima di mangiarla". Ad ogni modo, ha poi annunciato Fazio, "lunedì prossimo affronteremo il caso nel vertice dei ministri della Salute europei già previsto a Lussemburgo e mercoledì terremo una riunione con gli assessori regionali alla Sanità". L’ Istituto Superiore di Sanità, sede del Laboratorio Europeo di Riferimento per l’ Escherichia coli in campo veterinario, su richiesta della Direzione Generale di Sanità Pubblica della Commissione Europea (Dg Sanco) è pienamente coinvolto nelle indagini sull’ epidemia. In particolare, è stato rapidamente messo a punto un metodo specifico per la ricerca del ceppo epidemico VTEC O104:H4 negli alimenti, metodo distribuito ai Laboratori nazionali di riferimento degli Stati membri e, a livello nazionale, agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, che in Italia svolgono la maggior parte dei controlli ufficiali sugli alimenti. Il laboratorio dell’ Iss, insieme al Laboratorio di riferimento europeo per il settore medico a Copenaghen, ha anche analizzato i caratteri di patogenicità del batterio responsabile del focolaio epidemico in Germania, stabilendo che si tratta di una variante rispetto a quelli classici associati alla Seu (Sindrome emolitico uremica) soprattutto nei bambini. "Le analisi condotte consentono di definire meglio la natura di questo ceppo – spiega Alfredo Caprioli, direttore del Laboratorio Europeo di Riferimento – che non può essere considerato un ‘ mutante’ , ossia un batterio con un gene modificato, ma piuttosto un ceppo originato dall’ acquisizione di nuovi geni per meccanismi di ricombinazione naturale frequenti tra i batteri". In relazione al ceppo analizzato, il presidente dell’ Iss Enrico Garaci ha precisato: "Il fatto che il ceppo epidemico sia resistente a molti antibiotici non costituisce un fattore di rischio: per questa particolare infezione, infatti, la terapia antibiotica non è consigliata e, anzi, può risultare controproducente, causando un aumento del rilascio della tossina nel lume intestinale da parte dei batteri uccisi dall’ antibiotico, con conseguente aumento della concentrazione di tossina nel sangue e aumento del danno renale". I carabinieri del Nas intensificheranno i controlli sulla denominazione d’ origine della frutta e verdura in vendita. "In relazione ai comunicati del Codacons e della Federconsumatori sul batterio E.coli – si legge in una nota del ministero della Salute -, il ministro Ferruccio Fazio ha già dato disposizione ai Nas di intensificare i controlli sui rivenditori di frutta e verdura circa l’ apposizione del cartellino indicante il luogo di origine della merce posta in vendita, così come ha richiesto agli Uffici sanitari di frontiera di potenziare i controlli sugli alimenti importati. Per quel che riguarda la richiesta di bloccare l’ importazione di frutta e verdura, si fa presente che l’ Unione europea ha chiesto alla Russia l’ immediato ritiro del divieto di importazioni di prodotti vegetali europei e che non esiste al momento alcuna evidenza che il batterio sia trasmesso dai prodotti vegetali: alle autorità sanitarie tedesche è stato anzi chiesto dalla task force europea di intensificare i controlli sui centri locali di confezionamento dei prodotti alimentari. Non appena si conoscerà la fonte della contaminazione verranno assunte le deliberazioni conseguenti". E’ stata anche segnalata la presenza di un batterio di E.coli produttore di tossine su un salame di cervo prodotto in Italia, sul quale si sta saranno fatte le necessarie indagini: a darne notizia è stato il ministero della Salute. "Qualsiasi correlazione con l’ epidemia nella zona di Amburgo – è la precisazione – è comunque altamente improbabile sia per la tipologia del prodotto, sia per la zona di provenienza". Infine le norme di prevenzione. "Non è giustificato – si ribadisce in una nota – l’ allarmismo verso il consumo in Italia di ortaggi crudi, visto anche che le indagini di laboratorio non hanno supportato l’ ipotesi dei vegetali contaminati quale fonte di infezione". Di conseguenza, "le consuete norme igieniche per la sicurezza alimentare sono sufficienti a evitare infezioni: lavarsi frequentemente le mani dopo aver maneggiato alimenti, lavare a fondo le verdure, evitare il consumo di carne cruda, lavare bene coltelli, taglieri e altri utensili usati per la preparazione dei cibi, evitare di utilizzare senza lavare lo stesso tagliere e/o utensile per più alimenti e lavare bene le mani prima di manipolare i cibi e dopo aver usato la toilette". Infine, è la raccomandazione del ministero della Salute, "le persone che hanno recentemente soggiornato in Germania devono prestare attenzione alla comparsa di sintomi gastroenterici e nel caso di diarrea emorragica rivolgersi al proprio medico".
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