6 Giugno 2011

BATTERIO KILLER: IL CODACONS DEPOSITA ESPOSTO IN 104 PROCURE DELLA REPUBBLICA

INSUFFICIENTI LE MISURE ADOTTATE DALLE AUTORITA’ SANITARIE ITALIANE SERVONO CONTROLLI A TAPPETO SUGLI ALIMENTI PROVENIENTI DALL’ESTERO

Il Codacons ha inviato oggi un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, relativo all’allarme sanitario legato al batterio killer E. Coli, vicenda che sta scuotendo l’intera Europa.
Nel mirino dell’associazione, le misure a tutela della salute dei cittadini adottate dal Ministero della Salute e dalle altre autorità sanitarie italiane, ritenute dal Codacons “assolutamente inadeguate e insufficienti”.
Il Ministero – si legge nell’esposto dell’associazione – continua a minimizzare, sottolineando che non è giustificato l’allarmismo verso il consumo di ortaggi crudi, e si limita a diffondere alcune norme di prevenzione che coincidono con le consuete norme igieniche per la sicurezza alimentare. A fronte del quadro generale, tali misure sembrerebbero insufficienti e inadeguate”.
In particolare nell’esposto del Codacons si richiama il principio di precauzione, cui si dovrebbe sempre ricorrere quando si verificano allarmi alimentari in grado di mettere a repentaglio la salute dei consumatori: “Un principio cautelativo dovrebbe essere ampiamente utilizzato dagli stati in funzione delle proprie capacità. In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l’assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire un motivo per deferire l’adozione di misure adeguate ed effettive”.
Visto l’effettivo rischio di un grave danno alla salute della collettività e il maggior pericolo a cui la stessa potrebbe essere esposta a causa del protrarsi del tempo senza un effettivo e risolutivo intervento delle autorità competenti, il Codacons ha chiesto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia di accertare la sussistenza di fattispecie penalmente rilevanti a carico del Ministero della Salute o di altri organi competenti.
Occorre fornire maggiori garanzie ai cittadini – spiega il Presidente Carlo Rienzi – non basta dire che è tutto sotto controllo e che se si lava l’ortofrutta i rischi spariscono. Servono controlli a tappeto sugli alimenti destinati all’uomo e agli animali provenienti dall’estero, al fine di individuare subito i prodotti contaminati ed evitare il diffondersi dell’epidemia anche nel nostro paese.
 

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