Batterio, falsi allarmi e psicosi
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fonte:
- Corriere della Sera
ROMA – Rientrano nella storia delle epidemie i falsi allarmi. Ieri il primo caso sospetto italiano. Un turista tedesco ricoverato all’ ospedale di Merano con problemi intestinali. La provenienza e i sintomi hanno fatto subito pensare al batterio responsabile del focolaio in Germania, notizia anticipata dal quotidiano locale Dolomiten. I test specifici hanno però accertato la presenza di un’ infezione diversa. Subito escluso invece il sospetto relativo alla morte di una donna di 62 anni portata all’ ospedale Careggi, Firenze, con una diagnosi di gastroenterite. Che dovrà essere confermata dall’ autopsia. I due casi sono la spia dell’ attenzione con cui anche il nostro sistema sanitario, come il resto dell’ Ue, sta monitorando la situazione. Intensificati i controlli da parte delle Asl negli ospedali. I Nas hanno alzato il livello di guardia sugli alimenti. Campioni di salame di cervo, prelevati in Toscana e analizzati su segnalazione dell’ Austria, sono risultati negativi. L’ origine del batterio sembra localizzata nel nord della Germania e non c’ è ragione, al momento, di considerare che anche le nostre verdure possano nascondere l’ insidia di contaminazione da Escherichia Coli 104, il ceppo incriminato. Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ieri è tornato a tranquillizzare. «In Italia non c’ è da preoccuparsi. Si può mangiare verdura cruda senza problemi, lavandola bene. Non c’ è mai stata emergenza. Chi è diretto ad Amburgo deve solo prestare maggiore attenzione perché non sappiamo ancora da dove arriva questo germe. Non dovremo sorprenderci se ci saranno italiani infettati di ritorno dalle zone interessate dal focolaio epidemico» . Alle autorità tedesche è stato chiesto di effettuare analisi mirate su certi imballaggi utilizzati per il confezionamento di cibi. L’ agente infettivo infatti, ha riferito Fazio, potrebbe essere diffuso in modo «trasversale e non essere limitato a un unico alimento» . Nonostante il quadro per il momento sia sgombro da rischi si osservano comportamenti ingiustificati, e non nuovi, da parte dei cittadini messi di fronte a un pericolo ipotetico e non ben identificato. Il mercato di ortaggi e legumi è in crisi, il danno economico ammonterebbe a 25 milioni di euro (stima di Coldiretti). In Veneto i danni raggiungono i 600 mila euro al giorno (affermazione del governatore Luca Zaia). Un europeo su 3 ha cambiato dieta (dati Eurobarometro). Le associazioni (Codacons, Federconsumatori) denunciano l’ inadeguatezza dei controlli. In realtà da qualche giorno i Nas hanno intensificato l’ attività concentrando l’ attenzione sui rivenditori di frutta e verdura. L’ Oms (Organizzazione mondiale della sanità) non le indica come possibili fonti di infezioni e raccomanda il rispetto di banali regole igieniche. Ministero della Salute e Istituto superiore di Sanità, ciascuno per le rispettive competenze, hanno allertato le società scientifiche (nefrologi, microbiologi e laboratoristi), Regioni, autorità portuali e dogane. Sono state diffuse linee guida con l’ indicazione dei test che dovrebbero essere svolti quando ci sono pazienti sospetti. I veterinari dell’ associazione nazionali (Anmvi) si stanno preparando ad un eventuale emergenza. Da domani, per tre giorni, si riuniscono a Cremona per simulare un’ azione di blocco dei mercati alimentari. I siti www. ministerosalute. it e www. iss. it contengono focus speciali sull’ argomento. Il centro di riferimento italiano per Le Coli è in contatto con i centri europei e collabora alle analisi. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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